l’analisi emozionale del testo

La parola testo, deriva dal latino textum e definisce un insieme di fili (filigrana) disposti in senso verticale ed orizzontale che si incrociano tra di loro fino a formare un tessuto.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 5 maggio 2018 – Quando osserviamo un tessuto realizzato a mano, oppure a macchina, la nostra mente può similmente intravedere la disposizione di un testo e comprenderne il senso. Un testo per essere letto e compreso deve seguire le regole classiche della sintassi, insieme di regole che opportunamente applicate consentono di ottenere un testo denso di significato e della semantica, che studia il senso delle parole.

Un tessuto può essere realizzato con una tecnica molto precisa (sintassi) ma non riuscire a dare un senso compiuto al tramato. Sintassi e semantica vanno viste nel loro insieme ricordando che non sempre l’applicazione rigorosa della sintassi contribuisce a infondere significato alla frase. Un esempio: il sole illumina la terra e la terra illumina il sole, sono proposizioni che godono delle stesse proprietà, (sintassi) ma sola una ha senso.

Occorre quindi prestare molta attenzione al significato che si vuole assegnare alla frase, al suo valore intrinseco ed estrinseco, e alla interpretazione soggettiva, che come abbiamo visto in un articolo recente, dipende fortemente dalle euristiche. Le considerazioni prese in esame ci portano a considerare l’esistenza di un forte legame tra testo e con-testo, che stabilisce il grado di affinità – non affinità con le proposizioni che sono inserite, vivono e respirano, in un luogo ben preciso: il contesto. La parola con-testo è formata dal prefisso con la cui origine latina cum ci porta all’insieme.

Come si relaziona e come proietta la sua immagine un individuo quando è di fronte ad un testo?: immerso in un tessuto dove condividere la sintassi, (il modo con il quale i fili sono disposti) per dare significato alle parole e un senso compiuto al suo essere lì presente. La mancanza di senso implica l’uscita dal testo e dalla relazione con esso.

Per cercare di catturare l’attenzione il testo offre al lettore differenti punti di osservazione, al pari di una rappresentazione tridimensionale, dove ogni asse esprime una propria prospettiva. Possiamo immaginare che l’asse delle (x) osservi una relazione davanti-dietro per condurre l’individuo a vivere il testo solo nella sua dimensione visibile, senza addentrarsi in ciò che tiene coperto con la sua parte in ombra: (parlare con una persona e questa offre sempre le spalle). Successivamente possiamo indagare con l’asse delle (y) la prospettiva sopra-sotto che conduce lo stesso individuo a vedere il testo al pari di un attore quando osserva dal palco il pubblico seduto in platea in uno spettacolo teatrale. L’asse delle (z) completa l’analisi con la prospettiva alto-basso dove l’individuo è posto più in alto ed è in grado di osservare il cono d’ombra che circoscrive il testo immerso nel con-testo.

L’analisi del testo non si ferma alla sola parte razionale. Coinvolge anche la dimensione emotiva che proiettata anch’essa in un’ottica tridimensionale, porta alla luce tutte le parole che sono in grado di gioire ed emozionare, definite, parole dense.

Un testo è come un tessuto, deve essere morbido al tatto e dare la luce a nuove emozioni per donare al contesto il profumo di gioire la nascita di nuove sensazioni. Le parole gelide e senza vita scorrono via, lasciando una scia invisibile che sfuma all’orizzonte incapace di fissarsi nella memoria dell’anima.

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