Pomodoro Bio, la certezza è un fattore imprescindibile.

Cibus 2018 è stata l’occasione pubblica per illustrare le garanzie aggiuntive e del tutto volontarie, adottate dalla “Filiera del pomodoro da industria” a favore del Pomodoro Biologico e a tutela del consumatore.

di Lamberto Colla Parma 10 maggio 2018 –
Per i prodotti “Bio” non è il miglior momento, ciononostante i consumi sono in forte crescita a riprova della tendenza, non esclusivamente salutistica bensì anche ambientale, che il consumatore sta continuando a percorrere con interesse e convinzione.

Un interesse che, anche per gli aspetti di vita e di comunità, deve essere salvaguardato e protetto da parte dei soggetti responsabili della produzione e della trasformazione.
Queste in breve sintesi le motivazioni che hanno indotto l’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro da Industria Nord Italia a sottoscrivere un protocollo di garanzie aggiuntive, a favore del consumatore e delle sua fiducia verso il settore.

La certezza del “Bio” è un fattore imprescindibile.

“Vogliamo raccontare che la nostra filiera – introduce i lavori Tiberio Rabboni presidente della OI Pomodoro nord Italia – è in grado di assicurare, oltre alla certificazione previste, anche una serie di analisi aggiuntive e volontarie che sono in carico rispettivamente alle OP e alle industrie e cooperative di trasformazione. Analisi che, come Organizzazione, abbiamo in atto da diversi anni ma che ora è giunto il momento di esplicitare attraverso regole sottoscritte da parte dei soggetti di filiera della OI Nord Italia”.

Solo attraverso una “filiera organizzata”, ha proseguito Rabboni, è stato possibile gestire e proporre un “plus” di questa natura ed è un “valore che va comunicato al consumatore”.

A illustrare le modalità e gli strumenti adottati si sono alternati alcune rappresentanze del mondo organizzato, della industria e della cooperazione di trasformazione sono intervenuti:
Luca Artioli in rappresentanza di APO-Conerpo, Aldo Rodolfi della Rodolfi Mansueto spa e Stefano Spelta per Casalasco.
Tutti sono stati concordi sulla necessità di meglio divulgare al consumatore “il grande lavoro che c’è dietro il confezionamento di un barattolo di pomodoro BIO”.

Il “peso” del bio in filiera
Il quantitativo di bio è sempre più consistente. Soffermandosi sul dato 2017 i 2.310 ettari di biologico rappresentano il 6,6% dei 34.932 ettari coltivati complessivamente nel Nord Italia con la tecnica della produzione integrata che si contraddistingue per un bassissimo impiego di fitofarmaci.
L’Emilia Romagna è la regione nella quale si concentra la quota più consistente di produzione biologica. La prima provincia è quella di Ferrara dove, nel 2017, sono stati coltivati 1.500 ettari. Seguono le province di Ravenna (350), Parma (184) e Piacenza (76).

Cosa fanno in più le Organizzazioni dei produttori del Nord Italia
Le Organizzazioni dei produttori di pomodoro biologico del Nord Italia affiancano l’agricoltore socio offrendo servizi e verificando la correttezza del processo produttivo e l’idoneità del pomodoro destinato alla trasformazione.

Per queste ragioni:
-verificano preventivamente la conformità dei requisiti biologici delle aziende agricole;
-forniscono consulenza tecnica agli agricoltori soci per la scelta della varietà di pomodoro più idonea, l’acquisto del seme, lo sviluppo colturale, le pratiche agronomiche, la difesa e il controllo delle malerbe secondo le procedure previste dai disciplinari per il pomodoro biologico;
-effettuano autocontrolli programmati in campo sul pomodoro biologico pronto per la consegna anche tramite analisi per verificare l’assenza dei residui di fitofarmaci su bacca, foglie, radici e terreno;
-verificano la tracciabilità dei singoli carichi di pomodoro trasportati dal campo all’industria di trasformazione;
-forniscono all’industria la certificazione dell’Op a commercializzare prodotti biologici, nonché la certificazione biologica delle aziende agricole socie, la documentazione attestante i requisiti biologici dei singoli carichi di pomodoro trasportato e i documenti in cui sono riportate tutte le operazioni agronomiche.

Cosa fanno in più le industrie di trasformazione
Le imprese di trasformazione del pomodoro biologico seguono un sistema di procedure e di controlli della conformità biologica del prodotto in ingresso e in lavorazione negli stabilimenti, così organizzato:
– prelievo di campioni di pomodoro biologico in campo per controllarne la rispondenza ai requisiti obbligatori;
– verifica della validità della certificazione dell’Op alla commercializzazione del pomodoro biologico e della validità della certificazione bio delle aziende agricole conferenti socie;
– verifica dei documenti degli agricoltori per accertare le operazioni agronomiche effettuate in campo;
– verifica sui carichi di pomodoro in consegna della certificazione biologica dell’azienda agricola di provenienza;
– richiesta al trasportatore del pomodoro di formale dichiarazione di idoneo lavaggio del mezzo impiegato per il trasporto del pomodoro biologico.
– prelievo di campioni di pomodoro in ingresso nello stabilimento per verificarne la conformità alle norme della produzione biologica tramite analisi per verificare l’assenza di fitofarmaci;
– lavorazioni in stabilimento su linee dedicate alla trasformazione del biologico o su linee ad utilizzo alternato dopo gli idonei lavaggi;
– controllo del prodotto biologico trasformato con delle analisi per verificare l’assenza di fitofarmaci.

 

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