Dalla strategia all’obiettivo quando c’è di mezzo il BIAS

L’obiettivo si raggiunge quando è S.M.A.R.T., (Specifico, Misurabile, Achievable – Raggiungibile, Rilevante e Temporalmente definito).

Questo acronimo viene suggerito e spesso impiegato nell’ambito del management, con particolare rilievo nell’ambito dell’MBO, management by objectives o nell’MBR, management by results, quando si devono misurare le performance delle risorse umane in ambito aziendale.

Il focus di oggi non desidera percorre la strada che compiono le persone in ambito organizzativo per raggiungere gli obiettivi, ma cercare di mettere a fuoco la strategia che ogni individuo mette in atto per raggiungere gli scopi personali, quando questi sono contornati da BIAS (giudizio o pregiudizio ndr).

Innanzitutto, l’obiettivo deve essere Specifico, ovvero chiaro. Significa che il punto a cui l’individuo tende deve essere pieno di luce, senza essere contornato da sbavature e annidare al proprio interno zone d’ombra, che nel tempo tendono ad offuscare l’immagine. Deve essere unico e non attorniato da altri obiettivi perché distraggono, e nel tempo, sottraggono attenzione a quello principale. Se prendiamo un cerchio deve esprimere la sua totale pienezza senza presentare al proprio interno una sezione a spicchio.

Il concetto di Misurabile è fortemente legato a quanto l’uomo è in grado di realizzare e di controllare ogni singola fase di avvicinamento all’obiettivo. La scala è realizzata per consentire alle persone di salire e scendere in base alle proprie caratteristiche, di sostare o avanzare rapidamente per raggiungere lo scopo prefissato. Un gradino, un passo, e uno dopo l’altro, si raggiunge la vetta. Fare corrispondere ad un singolo passo più gradini potrebbe favorire la nascita del fallimento.

Raggiungibile è fortemente legato all’introspezione – il guardarsi dentro – e all’ascolto interiore – esteriore, dimensioni che tra loro combinate sono in grado di verificare le proprie potenzialità e stabilire il tipo e il livello dell’obiettivo che si desidera raggiungere. È inutile avvicendarsi nella pratica di una attività senza prima aver conseguito una certificazione professionale. Tentare di superare una prova senza aver messo da parte ore di studio.

La Rilevanza e il Tempo, accompagnati dalla riflessione, sono fattori che fanno da corollario per raggiungere i propri obiettivi. Il suggerimento è sempre quello di prendere un foglio di carta e tracciare una linea che fissi il punto più alto della vetta che si vuole raggiungere. Successivamente è indispensabile inserire più punti sulla stessa linea per marcare i singoli passi che bisogna compiere per raggiungere uno stadio e superarlo per raggiungere il successivo.

La distanza tra un punto e l’altro deve seguire un tempo che deve essere finito. Un obiettivo a lunghissima scadenza non si raggiunge se non sono chiare le premesse e le condizioni che devono essere rispettate per arrivare alle tappe intermedie e andare oltre. Tutto questo non è sufficiente.

Cosa occorre considerare?

La Strategia da impiegare e il BIAS – pregiudizio – opinione errata – ovvero “errore di interpretazione”, che coincide con una mancata analisi personale delle situazioni presenti sul campo confrontate con quelle vissute in passato e dai consigli e suggerimenti che provengono dalle relazioni esterne, condizionano in modo rilevante il cammino verso l’obiettivo.

La strategia deriva dal greco antico strategós e identificava il generale al comando dell’esercito. Una figura carismatica che definiva i modi e i tempi per vincere la battaglia o la guerra avendo una visione generale e particolare del’azione che doveva essere messa in campo dai soldati attraverso un piano d’azione particolareggiato.

Il BIAS è una distorsione del pensiero e possiamo rappresentarla come una sorta di valanga che segue la linea obliqua del crinale di una montagna che s’ingrossa man mano che la forza peso tira la slavina verso il basso. Un errore di “puntamento cognitivo dell’obiettivo ”, non recuperato nella fase iniziale, concorre a creare una distorsione molto importante, al pari di una freccia quando viene lanciata senza valutare le situazioni che potrebbero influire nel raggiungere il centro. Il suggerimento che viene portato al lettore, è quello di tracciare due rette parallele a distanza ravvicinata con la linea dell’obiettivo, in modo da identificare l’alveo entro il quale è possibile muoversi senza debordare e uscire di strada perdendo di vista il punto di arrivo. Minore è la distanza tra i due argini, minore è il BIAS che le persone intendono assegnare all’errore in quanto, in corrispondenza di ogni stadio intermedio, è possibile verificare lo stato dell’arte e modificare le azioni e i comportamenti conseguenti in tempi rapidi. Il BIAS, osservato in psicologia, si riferisce ad un giudizio o ad un pregiudizio che viene a determinarsi sulla scorta delle informazioni presenti.

Questi fattori incidono pesantemente sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo perché hanno l’ardire di innestare continuamente il dubbio e favorire la nascita di interpretazioni che non giovano, se non marginalmente quando sono contenute nello spazio a cui riservare il giusto tempo di analisi, nemmeno “all’obiettivo” che sentendosi parte in causa, tende ogni giorno a spostare la sua posizione per non farsi raggiungere dalla linea della strategia.

Agli occhi di molti può sembrare un paradosso. È l’immagine che corrisponde alla realtà percepita dagli individui che non riescono a raggiungere i propri obiettivi. Credono che sia il punto che si muove in tutte le direzioni possibili quando in realtà sono loro stessi che non riescono a mantenere fisso lo sguardo sulla vetta da raggiungere.

 

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