Le semplificazioni pericolose.

Mattarella e Conte

Una settimana politica all’insegna del gossip da rotocalco rosa camuffato da “Tribuna Politica”.

di Lamberto Colla Parma 27 maggio 2018 –

Tra una minaccia di “Spread” e una promessa di opporre resistenza in tutti i modi all’esecutivo che sarà guidato da Giuseppe Conte, molto tempo e molte risorse sono state dedicate a scandagliare il curriculum del professor Conte. Inviati della grandi testate  TV che facevano bella mostra davanti agli ingressi delle prestigiose università di Yale e di Cambridge a raccontare che le segreterie  degli istituti non avevano risposto alle loro domande, glissando con “le faremo sapere”, piuttosto che vantare ragioni di privacy, insomma tutte informazioni che i cronisti avrebbero potuto  ottenere con una semplice telefonata.

Il Gossip in tutte le salse, anche quelle teoricamente più serie, ormai fa venire il voltastomaco. Così come non se ne può più di “curriculum” troppo sovraesposti. Ma se il neo “premier” è caduto nella trappola della vanità, la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli quel titolo accademico non l’ha mai avuto e la Ministra Madia sembrava fosse stata sgamata, da un giornalista con software antiplagio, per avere trovato una strada più rapida per compilare la propria tesi di laurea.

Ma in questi due casi, se non fosse stato per la “rete”, i giornali, gli stessi che in questi giorni hanno sparato contro Conte, non avevano dato risalto alle notizie e tantomeno avevano riempito le prime pagine degli straordinari scoop.

Un secondo processo, alle intenzioni questa volta, che si è consumato negli ultimi giorni, è sulla figura del potenziale ministro all’economia etichettato di euroscetticismo, quel Paolo Savona (classe 1936) che già dal 1980 frequenta i dicasteri dell’industria e dell’economia della prima e seconda repubblica.

Una lunga carriera da economista e politico saldamente europeista, ricordiamo che è stato Ministro dell’Industria nel Governo Ciampi (1992-1993), fu membro dell’OCSE e Vice Presidente di Capitalia (ai cui vertici c’era il plenipotenziario Geronzi), ma anche Capo dipartimento alle Politiche comunitarie nel Governo Berlusconi (2005), e come anticipato, già nel 1980 era stato Segretario Generale della Programmazione Economica al Ministero del Bilancio, per il solo fatto di avere dichiarato che l’Europa attuale ha tradito i principi fondanti e che sarebbe opportuno riportarla all’era Pre-Maastrticht, ecco che di colpo è diventato nemico dell’Europa. Non è che per caso l’Europa si oppone a Savona per la sua posizione contro il ruolo egemonico della Germania? Se così fosse il “teorema Savona” sarebbe verificato. E infatti, tutta la stampa tedesca che conta, ha usato toni allarmati del tipo l’uomo “che odia la Germania” o “L’Italia vuole un nemico della Germania al governo” (Ansa).

Insomma, un’ulteriore conferma che l’Unione Europea non si può nemmeno criticare (men che meno la Germania) e che questo sarebbe addirittura più grave di una consolidata appartenenza del professor Savona a quell’establishment (Banche e politica) così fortemente contrastato, almeno a parole, dai grillini, dai rottamatori renziani o dai leghisti.

Insomma, la frizione tra il Presidente Mattarella (a favore delle critiche UE) e i partiti che hanno proposto Giuseppe Conte (sostenitori incalliti di Paolo Savona) non lascia intravedere nulla di buono. Una legge, non scritta, dice di non andare mai contro il Presidente della Repubblica. La storia politica della prossima settimana è già scritta dal titolo: “Crisi di un Governo mai nato”.

(per restare sempre informati sugli editoriali)

Torna su