Cereali e dintorni. Il giorno dei dazi.

Meno traumatico del previsto l’apertura dei mercati all’indomani dell’introduzione dei dazi USA / Cina.  A una prima flessione ha fatto seguito un rialzo, specie per la soya, che seppur di piccola intensità, ha riacceso una speranza negli operatori.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 7  luglio 2018 –

La prima giornata dei dazi e il mercato ha chiuso come di seguito:

da notare il sensibile rialzo del grano dovuto a stime che danno produzioni nella UE di 6 milioni di tonnellate in meno rispetto alle previsioni; così anche per Russia/Ucraina/Kazakistan dove il delta negativo arriverebbe a 8 milioni di tonnellate.

Quindi grano in tensione e questo potrebbe risultare da traino per tutte le commodities.

Per il comparto soya, nella primissima mattinata del 6 luglio, il telematico riportava un andamento positivo. Un rialzo non particolarmente sensibile, ma psicologicamente inaspettato.

E’ certo che il mercato è sceso molto. Prendendo a riferimento il solo mese di luglio come la farina dal massimo di 406,10 dollari tonnellata è scesa a 328,20 quindi – 19,18%; il seme dal massimo di 1090 centesimi di dollaro per bushel è sceso a 835,40 quindi 23,35%. (quasi quanto i dazi), tenendo poi conto che l’origine Sud America è invece aumentata del 15-20% possiamo dedurne che i mercati si sono quasi livellati. Difficilmente la Cina potrà stornare gli acquisti già fatti o rinunciare a breve al mercato USA e questo porta a ritenere che si sia toccato il fondo.

Troppo presto per ipotizzare dei prezzi.

Per il settore delle bioenergie forse varrebbe la pena di acquistare la crusca che potrebbe ben presto riprendere quota. 

Indicatori internazionali 06 luglio 2018
l’Indice dei noli è risalito sino a 1612 punti, il petrolio è a 72,00$/bar. e l’indice di cambio €/$ segna 1,17043

@Pastificio.Andalini #Pastificio.Andalini

ultima ora – venerdi 6 luglio 2018

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