Cos’è il senso di appartenenza?

Di Guido Zaccarelli Mirandola 7 luglio 2018 – Cos’è il senso di appartenenza?: è il significato che le persone attribuiscono all’unità di misura dello stare insieme. Il senso è il valore intrinseco

associato alla relazione messo in atto con una o più persone che muta l’insieme delle regole e dei comportamenti in base al contesto di riferimento. Il valore è il sentimento intrinseco che l’uomo conferisce ad una specifica relazione, diversa da una situazione all’altra.

L’appartenenza dipende dal contesto che svolge la funzione di arricchire e di completare il senso della relazione e delimita l’insieme delle condizioni, delle opportunità e dei vincoli relazionali e culturali che sono propri di qualsiasi scambio comunicativo. Il dialogo si struttura in base al codice impiegato per formare il contenuto del messaggio nel quale sono presenti i segni e le regole che il mittente e il destinatario devono condividere per trovare l’intesa (accordo) comprendere la conversazione. Si può ampliare o restringere secondo le esigenze che si presentano di momento in momento.

L’appartenenza cresce proporzionalmente in base all’unità di misura definita dalle persone in quel contesto.

Cosa significa essere parte di un contesto?: godere dei privilegi offerti dal riconoscimento del sé. L’identità circolare delle persone viene ammessa alla vita comune e cresce in relazione all’apporto soggettivo che insieme definisce: maggiore è il significato che le persone attribuiscono al desiderio di stare insieme, maggiore sarà il valore assegnato al senso di appartenenza. Nasce il coinvolgimento per garantire continuità al contesto e lunga vita alla relazione.

Cosa significa tutto questo nel sistema sociale al quale ognuno appartiene e nelle organizzazioni aziendali?: la gioia di vivere in un ambiente felice.

La gioia è un movimento dell’anima e la felicità è il frutto generato dall’uomo per nutrire il bene comune, stati d’animo che agiscono per condividere insieme il benessere organizzativo. L’appartenenza consolida l’apprendere gli stati situazionali da destinare ad una dimensione importante di se stessi per la crescita comune. L’organizzazione trae un vantaggio competitivo immediato che traduce per migliorare il dialogo tra le persone e ridurre le incomprensioni. Ecco perché è necessario parlare di appartenenza circolare che nasce con la prospettiva rilevante di assegnare un valore crescente al senso di appartenenza, dove ogni persona possa rivedersi nell’altro, al pari dell’azione messa in atto dai neuroni a specchio che suggeriscono azioni e comportamenti riflessi. Il fine ultimo è di stimolare la partecipazione attiva nella realizzazione di una organizzazione che possa continuamente essere evocata nel tempo per il profondo senso etico che gli appartiene.

Ogni giorno la vita ci offre in dono le sue bellezze, persone che ci accompagnano nel divenire del tempo, che ci seguono anche se non sempre cogliamo i loro sguardi, ma loro sono sempre lì ad attenderci con il sorriso, una parola e la mano tesa, non per ricevere ma per dare nell’amicizia, quella vera, quella che non dimentica, quella che non si dimentica di esistere.

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale. Franco Angeli Editore.

 

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

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