ONG e migranti, qualcosa non torna.

Dalla vicenda dell’ammutinamento sul rimorchiatore Vos Thalassa qualcosa da imparare ci sarebbe. Un campanello d’allarme da tenere in considerazione.

La storia sugli inquietanti rapporti tra alcune ONG e gli scafisti era già stata portata alla luce anche in passato.

di Lamberto Colla Parma 15 luglio 2018 –

“Abbiamo le prove dei contatti tra scafisti e alcuni soccorritori”

Il procuratore di Catania (Carmelo Zuccaro – ndr): “Ci sono telefonate con chi organizza gli sbarchi e gruppi finanziati da personaggi discutibili. Ma deve intervenire la politica”.

Era il 23 aprile 2017 e a riportare quelle dichiarazioni era “La Stampa”. Dal 2013 il procuratore di Catania stava indagando sull’ipotesi che vi fossero accordi tra trafficanti di esseri umani o scafisti che dir si voglia e alcune ONG. “Su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c’è poco da dire, affermava il procuratore catanese, discorso diverso per altre, come la maltese Moas o come le tedesche, che sono la maggior parte”.

Una precisa e netta distinzione tra Ong buone e Ong cattive che non lasciava dubbi sul fatto che sarebbe stato indispensabile intraprendere un nuovo indirizzo politico sulla vicenda dei migranti a salvaguardia degli esseri umani e delle ONG stesse. 

“Abbiamo evidenze – sottolineava Zuccaro – che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti, non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo; telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all’improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati”.

Ma la politica non intervenne, non si volle scindere “il bene dal male” e le ONG, la cui etica è tutta da ricercare, addirittura prendevano in giro il nostro Governo esponendo bandiere di cattivissimo gusto, come la nave tedesca Juventa che metteva in bella vista un’elegante “Fuck Irmcc” (l’Irmcc è il centro ci coordinamento italiano).

Molti quindi gli elementi che giustificano il cambio di marcia, imposto da Matteo Salvini, sulla questione del complesso scenario che vede coinvolti i migranti, le ONG e i rapporti con gli alleati.

E non si capisce la ragione per la quale qualcuno vorrebbe che tutto il marcio restasse ancora ben nascosto.

Più si attende a intervenire e più pericolosa si fa la questione. L’episodio dei giorni scorsi che ha visto coinvolto il rimorchiatore “Vos Thalassa”  è un elemento da considerare con molta attenzione e bene ha fatto il Ministro dell’Interno a far fare delle indagini direttamente sulla nave militare Diciotti intervenuta a seguito del sequestro dell’equipaggio del rimorchiatore che aveva tratto in salvo i 67 naufraghi, poi “ammutinati”.

“Se non ci fai sbarcare in Italia, ti ammazziamo” questa sarebbe una delle frasi indirizzate all’equipaggio della Vos Thalassa da parte di alcuni facinorosi migranti che non volevano essere riconsegnati alle autorità libiche.

Forse è veramente il tempo di usare maggiore determinazione a beneficio di tutti, richiedenti asilo e migranti economici compresi.

(per restare sempre informati sugli editoriali)

 

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