Se l’Emilia Romagna è la locomotiva d’Italia…

L’Emilia Romagna supera la Lombardia e con un +1,9% di PIL è la nuova locomotiva del Paese. Dopo 4 anni di ripresa globale l’Italia è però ancora in profonda crisi.

di Lamberto Colla Parma 5 agosto 2018 –

Dopo oltre quattro anni di ripresa globale l’Italia è, tra i paesi occidentali maggiormente industrializzati, incapace di recuperare il gap perduto durante i primi 7 anni di  crisi (sino al 2014 circa) e deve accontentarsi di una crescita irrisoria.

Nel 2013, forse al punto più basso dopo la doppia recessione dell’Europa del Sud, l’Italia e la Spagna erano affiancate nella difficoltà ed entrambe avevano perso un decimo del reddito. Oggi la Spagna è sopra i livelli del 2008 quasi del 5% mentre l’Italia è ancora a -5% rispetto la posizione di pareggio del periodo pre “intossicazione finanziaria”. Oggi la Spagna continua a correre a una velocità tre volte superiore alla nostra, peraltro  riducendo il debito pubblico a una velocità doppia, mentre  l’Italia, dopo avere sfiorato la crescita del 2%, invece di consolidare e incrementare la ripresa, è tornata nell’alveo della mediocrità.

L’Istat stima che, tra aprile e giugno, il prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% su base annua, un dato trimestrale che è il più basso dal terzo trimestre 2016.

Una Italia spezzata in due dove Emilia Romagna e Lombardia si alternano al podio più alto seguite da Piemonte, Veneto, Friuli, Val d’Aosta e le province autonome di Bolzano e Trento.

La regione guidata da Stefano Bonaccini, con una previsione di PIL dell‘1,9%, ha scavalcato quella condotta dal neo eletto Attilio Fontana.grazie all’ottimo lavoro sul comparto turistico che ha raggiunto il record di presenze, non solo in riviera.

E’ lo studio di Prometeia, sugli scenari delle economie locali, ad analizzare l’andamento della ripresa economica nelle regioni italiane dimostrando  un recupero a due velocità e che vede anche regioni del Nord e del Centro Italia, come Liguria e Umbria, collocate negli ultimi posti della classifica, rispettivamente con una stima dell’aumento del prodotto interno lordo pari all’1,1 e all’1,2%. Percentuali inferiori al dato medio Italia (intorno all’1,5%) sono  quelle previste per Calabria, Puglia e Sicilia, quest’ultima con un +1% è davanti solo alla Sardegna con +0,9%.

Con questo preoccupante scenario, dove l’incertezza regna sovrana e perciò non stimola gli imprenditori locali e tantomeno esteri a investire in Italia, il nostro “parco politico”  trova da discutere quasi esclusivamente su razzismo, fascismo e ogni episodio di comune criminalità viene da una parte etichettato come gesto fascista, piuttosto che omofobico o razzista e dall’altra parte  giustificato a prescindere senza entrare nel merito, pur di contrastare un’accusa spesso e volentieri solo strumentale.

L’ultimo caso eclatante ha visto vittima la nostra atleta di origine nigeriana Daisy Osakue colpita a un occhio da un uovo. Le indagini hanno portato a identificare i “cretini”, uno dei quali è un diciannovenne figlio di un consigiere PD e candidato Sindaco di Vinovo, che prima di colpire l’atleta di colore avevano già preso  di mira, ferendole, svariate bianche, come da lui stesso confessato, in un “gioco” che conduceva, insieme a altri suoi amici, da un paio di mesi. 

Pur lasciando accesi i riflettori sui rischi razzisti, omofobici e fascisti, non sarebbe opportuno condividere scelte, sociali e economiche, insomma politiche, a sostegno di quest’Italia che non riesce a riemergere, come hanno fatto quasi tutte le altre nazioni?

Auguriamoci che le ferie d’agosto portino consiglio.

(FOTO di copertina: Tony Hisgett from Birmingham, UK 29 June 2008,)

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