Il dato e l’informazione nel mondo reale e nei mondi possibili

Di Guido Zaccarelli Mirandola 8 agosto 2018 – Dato e informazione, sono alcune delle parole più frequenti che si rincorrono nel linguaggio corrente

alla ricerca di una loro comune identità quando transitano velocemente dallo smartphone al tablet, dal computer portatile alla televisione, al mondo cloud o semplicemente tratte dai libri, dai giornali, dalle pubblicazioni, dalle riviste e dai periodici di ogni genere. In questa corsa frenetica all’interno di mondi possibili, analogici e digitali, in continuo contatto con il mondo reale, del qui e ora, spesso le persone lasciano per strada il loro significato reale facendo intendere di dire una cosa invece è qualcosa d’altro.

Il mondo possibile è un mondo lontano dal nostro, che vive il proprio tempo in continuo divenire e usa un linguaggio che solo chi abita quel mondo è in grado di leggere e interpretare: pensiamo per un istante all’algebra binaria (sequenza di 00111001) e alla logica matematica del britannico George Boole, (operatori logici booleani AND-OR-NOT), oppure semplicemente quando Ulisse sbarcò a Itaca immerso in un sonno profondo. L’uomo si relaziona nel suo mondo reale con il proprio linguaggio chiamando le cose per nome: un gatto è un gatto e non qualcosa d’altro. Il linguaggio uniforme evita l’ambiguità confermando la verità, la falsità, la vaghezza o la forma neutra di un enunciato, verbale o testuale.

Quando chiediamo un dato non intendiamo una informazione e nemmeno una sequenza di zero-uno, ovvero qualcosa di diverso rispetto alle intenzioni. Tutto ciò potrebbe accadere in un mondo possibile, ma non nel nostro. Il dato deriva dal latino datum e descrive in modo semplice un oggetto della realtà: Rossi, Paolo, 54, Roma. Presi a se stante questi dati non informano, non aggiungono nulla rispetto ad una conoscenza pregressa che le persone sono in grado di esprimere in quel preciso momento del tempo. Perché i dati contribuiscano a generare una informazione dotata di senso, (siano in grado di esprimere un significato) devono essere correlati tra loro e seguire una precisa codifica per evitare l’alba di una interpretazione ambigua.

Unendo tra loro i dati si ottiene una informazione: Rossi Paolo 54 Roma. È sufficiente? No. Occorre definire la struttura lineare (la codifica) da associare ai dati: nel nostro caso il cognome, il nome, l’età e la città di residenza: cognome Rossi, nome Paolo, età 54, residente a Roma. La carta d’identità è formata da un insieme di dati messi tra loro in relazione secondo una codifica ben precisa (tracciato record – traccia di registrazione) che evita l’ambiguità e di riconoscere in modo univoco la persona. Il tracciato di registrazione è la sintassi, utilizzata per definire la posizione dei dati, definita come un insieme di regole che consentono di dare significato alla frase, in questo caso all’informazione.

La presenza di ulteriori dati contribuisce a migliorare e rendere più precisa informazione. Innanzi a molte persone che si chiamano Paolo Rossi e che hanno la residenza nella capitale l’aggiunta di dettagli semplifica la ricerca e aggiunge conoscenza.

Se prendiamo la parola informazione e la scomponiamo (in-forma-zione) notiamo immediatamente che il cuore lo troviamo nel termine forma al quale dobbiamo aggiunge anche azione: l’informazione da azione ai dati (li mette in movimento) per conferirgli la forma appropriata in relazione al contesto nella quale è collocata comportandosi come i vasai greci dediti alla lavorazione della ceramica in grado di con-formare vasi di assoluto pregio artistico.

L’informazione deve generare significato applicando in modo corretto le regole sintattiche. È sufficiente? No: «il sole illumina la terra e la terra illumina il sole». In questo mondo reale, l’enunciato è falso. La sintassi è correttamente applicata ma il valore posizionale del dato è errato facendo cambiare di significato alla frase. Le cose stanno così in quanto il mondo reale non è altro che la totalità di ciò che accade nella realtà. In un mondo possibile potrebbe essere vero, solo se posto nelle condizioni di essere reale. Nel mondo reale, l’informazione necessita di essere correttamente interpretata e solo la conoscenza dell’uomo è in grado di stabilire quando l’enunciato è vero, falso, neutro o ambiguo. Se nel mondo possibile tutto può accadere, essendo reale in quel mondo, nel nostro mondo, quello reale, i dati e le informazioni devono rappresentare e godere delle cose di cui possiamo parlare, immaginare e univocamente interpretare in modo corretto per auspicare un mondo reale proiettato in un futuro denso di significati sintatticamente corretti.

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore. M. J. Cresswell, Mondi possibili e supposizioni contro fattuali, David K. Lewis. Truth in fiction. American Philosophical Quarterly, 15:37– 46, 1978. Reprinted in D. K. Lewis, Philosophical Papers, Vol. 1, Oxford University Press, 1983

 

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

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