Pomodoro da industria Nord Italia: il punto di metà campagna

Lavorate 1,4 milioni di tonnellate di pomodoro. Visita alle imprese associate con l’assessore regionale dell’Emilia-Romagna Simona Caselli: tappe alla Menù

di Medolla (Modena), rinata dopo il terremoto e all’Opoe-Gruppo Cavicchi di XII Morelli (Ferrara), dotata di nuovo impianto

È di 1,4 milioni di tonnellate il quantitativo di pomodoro da industria lavorato sino ad oggi nella filiera del Nord Italia. Il dato di metà campagna è stato reso noto dall’Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia in occasione dell’annuale visita alla filiera da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli che quest’anno ha riguardato le realtà produttive di Menù di Medolla (Modena), azienda completamente ricostruita dopo i terremoti del 2012 grazie alla esemplare determinazione della famiglia di Rodolfo Barbieri, e di Opoe-Gruppo Cavicchi di XII Morelli di Cento (Ferrara), guidata dal presidente Cristiano Cavicchi, che ha inaugurato un innovativo impianto evaporatore, in grado di contenere i consumi energetici ed il cui costo è stato finanziato, insieme ad altri interventi, al 40% con quasi 2 milioni di euro derivanti dal Psr dell’Emilia-Romagna. Gli incontri hanno coinvolto esponenti e tecnici della Regione, dell’associazione di imprese di trasformazione Anicav e delle Op Asipo, Apo Conerpo ed Apol.

Il commento del presidente Rabboni
“Ad oggi – spiega il presidente dell’Oi Tiberio Rabboni – è stato trasformato quasi il 50% dei quantitativi di pomodoro contrattati con picchi maggiori di raccolta nel Ferrarese, dove in alcune zone siamo già al 60%, e valori più contenuti nell’area tra Parma e Piacenza dove ci attestiamo al 45%. In generale, allo stato attuale, gli operatori della filiera stimano un possibile calo della produzione totale nell’ordine del 10% rispetto a quanto contrattato ad inizio campagna. Buono il dato del brix, ossia il grado zuccherino del pomodoro, che si attesta attorno ad un valore di 4.9. La compagna di quest’anno, che ha avuto inizio intorno alle metà di luglio e proseguirà indicativamente sino a fine settembre, è stata sin qui caratterizzata da un andamento molto sostenuto delle consegne di materia prima in stabilimento tanto che, facendo un raffronto con le annate passate, siamo più avanti di una settimana nell’andamento dei conferimenti. Non sono mancate alcune difficoltà legate al maltempo (in primis grandinate) che ha colpito soprattutto la zona della Lombardia, del Veneto ed il Ferrarese. Dal punto di vista agronomico abbiamo dovuto affrontare alcune problematiche per la presenza del ragnetto rosso nel Piacentino, avversità che si sta manifestando in modo sempre più severo e preoccupante tanto che come Oi abbiamo proposto alla Regione Emilia Romagna di studiare insieme un approccio condiviso che coinvolga tutti gli attori del territorio: istituzioni, università, consorzi fitosanitari, consorzi agrari, rivenditori di agrofarmaci ed associazioni ed operatori agricoli anche di altri settori per mettere a punto una strategia innovativa di carattere intercolturale che consenta una difesa efficace. Per il futuro vorremmo giungere ad un marchio che certifichi la qualità, l’eticità e la sostenibilità ambientale della produzione di pomodoro italiano su scala europea”.

Il commento dell’assessore Caselli
“L’interprofessione è uno strumento fondamentale – ha dichiarato l’assessore Caselli -. Il tema principale della filiera del pomodoro è la programmazione che non viene fatta dall’Oi, ma per la quale l’Oi può fornire un importante supporto visto che al suo interno dialogano tutti i soggetti della filiera. Tra il 2017 ed il 2018 si è lavorato molto bene per contrastare il rischio di diffusione della batteriosi Ralstonia Solanacearum dopo i casi emersi lo scorso anno: l’Oi fu essenziale, in attesa delle variazioni di bilancio, nell’anticipare i fondi che giungeranno dalla Regione. Attualmente – ha aggiunto l’assessore – stiamo investendo per affrontare le problematiche legate al cambiamento climatico ed elaborare nuovi strumenti di gestione dei rischi a cominciare da quelli legati proprio alle avversità climatiche, ma anche alle oscillazioni di prezzo. Il quadro internazionale ci presenta un calo generale delle produzioni di pomodoro da industria nel mondo che porterà ad una riduzione delle scorte di magazzino e, di conseguenza, a condizioni che potrebbero essere più favorevoli in termini di prezzo per gli agricoltori in vista della campagna 2019”. Infine sul ruolo dell’OI Pomodoro l’assessore ha aggiunto: “Avrà una funzione importante nell’ambito del bando sull’innovazione delle filiere e sulla tematica dell’acqua per individuare le opere prioritarie per il settore”.
FOTO:
001 Visita allo stabilimento Menù di Medolla (Modena).
002 Visita allo stabilimento Opoe-Gruppo Cavicchi di XII Morelli di Cento (Ferrara).
003 Lavorazione pomodoro.
004 Analisi.


(Parma 26 agosto 2018)

Torna su