Più “Sport per tutti”. I 70 anni di UISP

Lo sport come forte elemento comunicativo, già intuito da Giulio Andreotti sin dal 1948, ma soprattutto come esempio di vita sociale con l’uomo in perfetta

simbiosi con la terra. UISP compie 70 anni e li celebra con una due giorni di promozione delle tantissime discipline sportive cosiddette “minori”.

di Lamberto Colla Parma 23 settembre 2018 –

Era l’anno 1948. Dal primo gennaio era entrata in vigore la Costituzione Italiana (approvata il 22 dicembre 1947) con i suoi 139 articoli originali e  l’Italia era in pieno fermento, sotto tutti i punti di vista, nel tentativo di tornare a una normalità che ricostruendo ogni settore della vita civile sulle macerie della seconda guerra mondiale.

Ed è proprio il 19-22 settembre 1948 che a Bologna si celebrò il primo primo Congresso nazionale UISP e Presidente venne eletto Tommaso Smith mentre segretario generale Gennaro Stazio.

L’Unione Italiana Sport Popolare iniziava così la sua avventura i cui primi segnali di vita li diede appunto nel 1948 con il convegno fondativo del 4 aprile a Bologna poi seguito dalle prime attività sportive:

-15-18 luglio: prima Corsa al mare di ciclismo femminile in Emilia Romagna;

-15-18 settembre: primi Campionati nazionali dello sport popolare a Bologna (citati in alcune fonti come “Piccole Olimpiadi”);

-18-19 settembre: primo Campionato nazionale di ciclismo femminile a Bologna.

Fra i primi a comprendere il “potere comunicativo” dello sport fu, manco a dirlo,  Giulio Andreotti (Lo sport agli sportivi) sin dalla costituzione dell’UISP. Nel primo anno di attività, quel 1948-49, la UISP comincia a crescere in consistenza organizzativa (14.500 tesserati, 671 società sportive) e due eventi segnano il 1949, la Tragedia di Superga, con  la scomparsa  “Grande Torino”,  e la vittoria di Fausto Coppi al Tour.

La Uisp intanto cresce di pari passo con la crescita e l’evoluzione sociale dell’Italia ma è nel 1990 che l’Organizzazione dà vita ad una rivoluzione lessicale, che riguarda se stessa. Al Congresso nazionale di Perugia si decide di cambiare il nome, senza variare l’acronimo. L’Uisp da “Unione Italiana Sport Popolare” diventa “Unione Italiana Sport Per tutti”. Più aderente ad un movimento internazionale (sport for all), più coerente con una mission che incrocia benessere e impegno sociale: diritti, ambiente, solidarietà. Inizia per l’Uisp un percorso nuovo di ricerca metodologica, formativa e organizzativa: come costruire lo “sport a tua misura”?

Un’introduzione di elementi di modernità che di fatto hanno anticipato la cultura del benessere, della naturalità e della perfetta integrazione tra uomo, con le sue attività, e l’ambiente che lo ospita, segni tipici dell’epoca che attualmente stiamo vivendo.

Un passaggio che da lessicale è mutato in reale, in uno stile di vita che ancora ha molta strada da fare ma che è l’unica utile da percorrere per uomo e la sua terra.

Una lungimiranza di vedute che dovrebbe essere presa ad esempio dalle attuali rappresentanze politiche, soprattutto europee, perché tornino a rivisitare, in chiave moderna, i valori originali costituenti l’Unione Europea.

L’UE come casa comune.

Un concetto semplice ma evidentemente difficile da rendere concreto.

 

 

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