Azienda al centro: l’esternalizzazione, una moda, che spegne le idee dei lavoratori

L’azienda è un sistema aperto in continuo contatto con l’ambiente di riferimento con il quale consolida e instaura nuove relazioni sociali ed economiche per

soddisfare i bisogni emergenti dei consumatori e dei mercati. L’evoluzione nasce dalla reciprocità essenziale per favorire fattori di crescita universali attraverso l’adozione di nuove figure professionali e l’implementazione di nuove tecnologie destinate a realizzare prodotti e servizi innovativi e assicurare lunga vita all’azienda.

di Guido Zaccarelli Mirandola 20 ottobre 2018 – Tutto ha origine con i processi decisionali a cui fa seguito l’esecuzione e il controllo dei risultati intermedi (feed-back) dove correggere le azioni che possono portare ad una deviazione della linea strategica definita negli obiettivi. L’azienda nasce come istituto economico formato da un organismo dove intergiscono diversi sistemi coordinati e complementari di persone che producono beni e svolgono operazioni dove vengono assunte le decisioni necessarie per adattare mezzi scarsi a fini molteplici. Lo scopo è quello di creare nuove utilità (prodotti o servizi) per soddisfare la nascita di nuovi bisogni, attraverso una organizzazione sinergica agli scopi, che scompone le attività principali in sottomultipli con i quali garantire l’efficienza e l’efficacia delle azioni di governo. L’imprenditore organizza i beni dell’azienda per l’esercizio dell’impresa che ha un fine economico e diventa concreto con la produzione e la renumerazione dei fattori di produzione.

Le persone sono il cuore pulsante dell’impresa che agendo con capacità, impegno, volontà e dedizione, concorrono a definire il valore aggiunto di una azienda. La presenza di una organizzazione, che realizza prodotti attraverso la catena di montaggio, ( numero / quantità / basso profilo / lavoro a cottimo retribuito ad ore), dà impulso al turn over e alla mancata adesione delle persone all’identità aziendale con forti ripercussioni sulla curva di redditività e sul benessere dei lavoratori.

La sola convenienza economica della parcellizzazione del lavoro in attività elementari, era già stata evidenziata dallo scienziato Charles Babbage (1791-1871), inventore dei principi dei calcolatori, che evidenziava come la frammentazione delle attività permettesse di ottenere una diminuzione dei tempi di apprendimento, una minore necessità di intensa specializzazione, quindi costi minori e una maggiore possibilità di sostituire il lavoro umano con dispositivi automatici che avrebbero reso gli uomini liberi di dedicarsi a operazioni di maggiore contenuto intellettuale e organizzativo. Qui eravamo alla fine del ‘1800. Dal ‘900 in poi, poco è cambiato sulla parcellizzazione delle attività e sulla frammentazione del lavoro. I lavoratori vengono preparati in poco tempo ad eseguire una attività semplice e ripetitiva ad altissima frequenza. Si noti che il tac time, a volte, è di 3 secondi per frazione di prodotto.

L’ascolto è una dimensione importante, (se non la principale) per trovare l’accordo e favorire la produzione di idee e la messa a disposizione dell’azienda per concorrere a raggiungere il primato. L’impresa tende sempre più spesso ad implementare modelli organizzativi senza fornire l’adeguata formazione dei lavoratori i quali si trovano impreparati al cambiamento che devono subire anziché accompagnare. Il management tende ad adottare schemi teorici per illuminare il proprio percorso professionale senza valutare appieno le ricadute economiche che nel tempo possono portare ad un deterioramento dei piani d’azione dell’azienda e condurre i lavoratori a perdere il lavoro. Questi interventi tolgono alle persone il desiderio di proporre le proprie idee e soluzioni elevando nel tempo l’asticella della disaffezione verso le reciprocità. I costi aumentano obbligando l’azienda a ricorrere all’esterno per compensare il valore economico della disinteresse.

L’esternalizzazione è una moda alla quale tutti ricorrono per dimostrare ad inizio anno i costi delle singole attività e dei servizi da iscrivere a budget, inserendo nei contratti di fornitura i KPI (Key Performance Indicators – misura le prestazioni rispetto ai principali obiettivi aziendali) e le SLA (service level agreement – misura l’impegno tra l’azienda e il fornitore) senza valutare in modo complessivo tutte le ricadute, anche non monetarie, sulle intero funzionamento aziendale. La spirale inizia lentamente, ma progressivamente a prendere velocità, andando a erodere la marginalità che si rende partecipe, superato il valore soglia, di accompagnare l’azienda fuori dall’ambiente economico e produttivo, o l’incorporamento in altre aziende. Il futuro deve riportare l’azienda al centro dove ridurre l’esternalizzazione che spegne le idee dei lavoratori e avviare quei processi di industrializzazione che vedono la persona al centro dell’organizzazione.

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli.
Organizzazione Aziendale – Egidio Napoli – 2010 Pagina 9

 

GUIDO ZACCARELLI

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

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