Cereali e dintorni. Mercati piatti e di difficile interpretazione commerciale

Il mercato è piatto e in balia delle tensioni finanziarie e politiche che determinano un’incertezza di difficile interpretazione commerciale.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 30 ottobre 2018 –
Sul mercato ancora poco da segnalare a parte qualche tentativo di rialzo, i valori sono sempre allineati da diverse settimane:

 

La questione irrisolta dei dazi ha di fatto inchiodato il mercato, Inoltre la Cina sta fortemente alleggerendo le diete zootecniche di proteina derivante dalla farina di soya a favore di altre fonti, e anche tentando la strada di diete alimentari meno proteiche in assoluto. Stante i loro enormi numeri sono sufficienti pochi punti percentuali di riduzione d’acquisti per avere un effetto pesante sul mercato. Negli USA lo sanno bene e a conferma di ciò, ieri il dato settimanale delle esportazioni di seme di soya è stato più basso del solito 1.300.000 ton contro il 1.500.000. Ma quello che conta è che da inizio del raccolto le esportazioni si sono ridotte di decine di punti %.

Intanto sui cambi l’effetto della rottura della soglia 1,14 purtroppo persiste e, sia matematicamente che psicologicamente, ha la sua importanza.

Sul mercato interno da segnalare il persistere del rincaro dei cruscami, in quanto l’industria molitoria lavoro a basso regime, (segnale molto critico vista la stagione) sia in campo del bianco che del giallo; tiene l’orzo, tiene anche il frumento che cerca anche di rincarare per le qualità più alte, in flessione il mais nazionale, ma anche il comunitario ed extra comunitario che però è sostenuto dal cambio. Per le soya poco da dire il pronto girava ieri a 332€ tonn per la 44% e 342 per la 46,50% mentre la 48% garantita veniva scambiata a 357€ tonnellata. il 2019 segnava un 337€ tonnellata su 12 mesi, il mais lo si trattava sul periodo novembre c.a giugno 19 a 176€ tonn; il tutto partenza il porto di Ravenna. I consumi permangono bassi e il freddo appena arrivato non è in grado di far riprendere gli stessi. Tengono tutti i fibrosi, foraggi, polpe, buccette di soya.

In conclusione siamo in condizioni di mercato per cui c’è poco da dire e che, stando così le cose, potrebbe continuare così ancora per settimane, fatti salvi, ovviamente, fattori esterni imprevedibili. In breve, il mercato è piatto e in balia delle tensioni finanziarie e politiche che determinano un’incertezza di difficile interpretazione commerciale.

Indicatori internazionali 30 ottobre 2018


l’Indice dei noli è sceso sino a 1522 punti, il petrolio è sceso attorno a 67,00$/bar. e l’indice di cambio €/$ segna 1,13671

 

 

@Pastificio.Andalini #Pastificio.Andalini

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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

Officina Commerciale Commodities srl – Milano

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