Il Ministro Centinaio a Confcooperative. In testa alle priorità: guerra all’italian sounding e la riorganizzazione della promozione all’estero

Intensa domenica di San Martino in terra parmigiana per il neo Ministro dell’agricoltura e turismo Gian Marco Centinaio. Dal convegno di Confcooperative Parma alla Fiera di San Martino di Noceto, la full immersion del Ministro in terra parmense.

di Virgilio Domenica 11 Novembre 2018 – “Sto girando il territorio per ascoltare e trarre degli spunti di riflessione”. Così si presenta al pubblico di cooperatori, riuniti nella sala convegni di Colser Domus di Parma, su invito di Confcooperative Parma, per discutere su “La cooperazione nella valorizzazione e sostenibilità del sistema agroalimentare”, il Ministro Gian Marco Centinaio.

L’Auditorium “Colser” era gremito in ogni ordine e posto e il pubblico era quello delle grandi occasioni.
Andrea Bonati (presidente di Confcooperative Parma) e Cristina Bazzini (presidente di Colser Domus) il compito di fare gli onori di casa alle innumerevoli personalità presenti, dal direttore UPI Cesare Azzali, al Consigliere Regionale e Vice Presidente della Assemblea Regionale Fabio Rainieri, al neo eletto presidente della Provincia Diego Rossi, alla Parlamentare Onorevole Laura Cavandoli, la Consigliera regionale Barbara Lori e l’Assessore Regionale all’agricoltura Simona Caselli.

“La parola filiera è importantissima, ha proseguito il Ministro, per raggiungere gli obiettivi”. La filiera e la cooperazione “non lascia indietro nessuno” ha rimarcato Centinaio prima di elencare le priorità del Governo e “l’esempio di San Martino, che dona metà del mantello all’infreddolito mendicante, è un paragone azzeccato per la cooperazione e il principio della filiera”.

Dopo i saluti di rito del presidente Andrea Bonati e di Diego Rossi, il professor Gabriele Canali ha richiamato alcuni elementi che sarebbero stati utili e di sostegno alle successive relazioni.

Per primo, ha ricordato l’accademico, la profonda trasformazione che ha coinvolto l’agroalimentare e l’agricoltura in particolare. Non è più sufficiente esser “Bravi agricoltori, ha sottolineato Canali, ma occorre essere dei bravi imprenditori agricoli”.
Un secondo elemento di riflessione proposto ha riguardato le filiere e le forme associative. Per emergere le imprese devono massimizzare la qualità e operare sia in filiera ma anche in “orizzontale” per poter competere in ogni angolo del mondo.
Infine, “l’agricoltura non produce solo prodotti agricoli ma può produrre Servizi vitali per il Paese”.

“Le politiche, conclude Gabriele Canali, dovrebbero guardare in modo lungimirante e favorire la crescita di imprese e del lavoro. Non sono per una decrescita felice, bensì per una crescita sostenibile.”

E’ stata la volta quindi di Simona Pigoni, direttrice di OCQ, che ha spaziato sulle certificazioni di qualità prima di lasciare il posto a Ilenia Rosi, presidente di Parma di Fedagripesca la quale, in una appassionata relazione, ha esposto al Ministro le innumerevoli necessità e problematiche che il sistema agroalimentare deve affrontare quotidianamente (vedi relazione allegata). Dai rapporti con l’Unione Europea, alla semplificazione burocratica, dall’accesso al credito, alla sostenibilità e al problema dell’adeguamento alle norme ambientali, dai problemi imminenti connessi al Parmigiano Reggiano ovvero alla necessità di sostenere l’ampliamento dei mercati esteri e dare continuità ai piani produttivi, ma anche ai problemi infrastrutturali come ad esempio i tre ponti sul PO dei quali uno chiuso al traffico e altri due a senso alternato e la ferrovia spesso rallentata.

Non un elenco della spesa, come ha successivamente sottolineato il Presidente Maurizio Gardini, ma spunti per una collaborazione stretta “tra Organizzazioni di rappresentanza” portatrici di interessi delle imprese e non di solo potere. “Siamo, prosegue Gardini, per un rapporto di collaborazione con quelli che hanno a cuore il bene del Paese. Bisogna guardare avanti e ai giovani”.

A completare il “non elenco” delle necessità agricole ci ha pensato Gian Paolo Emanueli, coordinatore del settore forestale di Fedagripesca (vedi relazione allegata), che ha rammentato della difficoltà di fare impresa in montagna e dei cambiamenti climatici che ancora non hanno avuto risposta corretta per l’introduzione di adeguate azioni di prevenzione. Un problema ormai insostenibile è legato agli animali selvatici “verso i quali c’è maggiore attenzione che verso l’uomo” e il continuo aumentare del bosco che è un segnale inquietante di riduzione del presidio umano in un territorio molto fragile.
Cesare Azzali, direttore dell’Unione Industriali di Parma, ha invece sottolineato la forte integrazione tra i comparti agricolo e industriale che “anche se con momenti di confronto forti, ha dato dei buoni risultati”, offrendo quindi una testimonianza di un percorso comune positivo.

Per Simona Caselli, Assessora regionale all’agricoltura, “la nostra è un’agricoltura che punta sulla qualità e per di più oggi siamo in una provincia che ha il più alto PIL nazionale derivante da DOP e che da molto tempo ha puntato sulle filiere.” L’Assessora rammenta al pubblico in sala che l’Emilia Romagna ha una grande responsabilità nei confronti del settore in forza dei 6 miliardi di euro di export (15% del nazionale). La Caselli ha quindi chiesto al Ministro un sostegno e un appoggio affinché i fondi europei non utilizzati dalle altre regioni possano essere utilizzati dalle Regioni più virtuose come l’Emilia Romagna. “Non possiamo pensare di restituire dei fondi all’Unione Europea” ha chiosato l’Assessora Regionale, informando del rischio che la riforma della PAC potrà far perdere alla Regione ben 300 milioni di euro che sarebbero invece utili da destinare ai PSR.

Le conclusioni sono state demandate al Ministro Gian Marco Centinaio il quale, nel ribadire la eccellente collaborazione instaurata con Simona Caselli, ha illustrato le priorità del suo dicastero così riassumibili:
– tutela delle eccellenze e “guerra all’Italian Sounding”;
– promozione estera. Soprattutto è necessario un coordinamento comune nazionale. “meglio accogliere i buyer sul territorio” facendo gustare compiutamente i nostri prodotti piuttosto che organizzare innumerevoli viaggi all’estero con sempre diversi interlocutori, dai sindaci alle province, alle camere di commercio “Basta con i vari Pippo Pluto, Paperino, Qui, Quo e Qua…”
– Semplificazione e burocrazia. Non è facile ma, informa Centinaio, “stiamo costituendo una task force tra Regioni e Governo per abbattere le burocrazie nazionali e dell’Unione Europea”
– Sul Parmigiano Reggiano il Ministro si è detto disposto a aprire da subito un tavolo per sciogliere le problematiche esposte dagli esponenti di confcooperative;
– infine sulla PAC ha sottolineato di avere esposto a Bruxelles che questa PAC non è gradita e si è dichiarato d’accordo sulla necessità di ridistribuzione dei fondi.
– L’ultima parte dell’intervento è stato dedicato al tema della etichettatura, delle nuove tecnologie e della volontà di spingere a una sempre più forte collaborazione tra Università e Agricoltura. Da ultimo il tema dei giovani verso i quali sono stati messi a disposizione 70 milioni per il subentro generazionale e la costituzione di nuove imprese.

 

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