Noceto – sfida all’ultimo “Gnocco”

San Martino – Le tradizioni rispolverate per celebrare la giornata dedicata al Santo patrono di Noceto.

di Virgilio Noceto 11 novembre 2018 – EIM

Fresco della De.C.O., gli “Gnocchi di San Martino” è una produzione culinaria tradizionale del borgo parmense di Noceto.

Ed è proprio all’ombra della splendida Rocca di San Vitale, conosciuta anche come Castello della Musica in quanto ospita il Museo e la Scuola di Liuteria, che si sono date battaglia un manipolo di cuoche e cuochi certi di accaparrarsi il primo premio della prima edizione della disfida culinaria.

Come tutte le gare serie anche questa prevede un  regolamento e una giuria imparziale. Il regolamento recita che ogni partecipante portasse il proprio materiale e i propri ingredienti (nel rispetto della De.C.O. ovviamente) e una volta lavorato l’impasto e preparati gli gnocchi, questi sono stati consegnati al cuoco del gruppo “Stirpe Pellerossa” per la cottura.

Alla giuria, composta dai membri della  commissione DE.Co, sono stati poi serviti gli gnocchi di ciascuna rezdora, identificati con solo un anonimo numero progressivo, per la valutazione.

Alla “disfida del Gnocco” si sono date battaglia sei valorosissime rèzdore e due rézdoroni:   Candiani Silvia, Malvezzi Loredana, Tosi Roberta, Musiari Luisa, Bellini Pierluigi, Provini Luigina, Parenti Elisa e Nicola Verderi.

Alla fine, dopo il conteggio delle schede della commissione giudicante, sul podio sono salite tutte donne: Tosi Roberta (3 posto), Provini Luigina (2 posto) e Candiani Silvia ha svettato al 1 posto nell’edizione inaugurale.

Un anno di tempo per lanciare la sfida al podio 2019 e per aggiudicarsi il titolo di “Migliori Gnocchi di San Martino”, il primo prodotto di Noceto a fregiarsi della De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine)

Per l’edizione inaugurale della gara culinaria di Noceto i premi, realizzati a mano,  consistevano in un piedistallo di metallo (ognuno di diametro diverso con inciso la posizione di classifica) sormontati da un’asta che sorreggere un mattarello di legno, simbolo delle nostre cucine e “arma impropria” tanto temuta dai mariti.

Complimenti quindi a tutti i partecipanti, ai volontari che hanno assistito e monitorato la gara e ai giudici che hanno avuto l’ingrato compito di stilare una classifica.

Buona la prima e ora avanti con i preparativi per le seconda edizione!

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