Cereali e dintorni. In caduta il prezzo del petrolio. Sintomo di contrazione economica mondiale?

Il mercato continua nella sua fase di incertezza, in attesa di  prendere una direzione precisa. La contrazione del petrolio  (WTI 55$/bar) potrebbe essere il sintomo di un rallentamento dell’economia mondiale.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 14 novembre 2018 –

Gli operatori stimano che l’accordo con la Cina sia prossimo, ma la certezza visti gli attori in campo,  si avrà solo dopo il 30/11 e nel frattempo non ci sono altri fattori esterni così importanti da riuscire a scuotere l’apatia del mercato.

Certo un poco di movimento dei fondi in attesa del 30/11 si sta registrando ma stanno agendo con molta delicatezza e cura. (forse credono nell’accordo) anche perché è la cosa più conveniente a tutti.

Il petrolio a questi livelli (55$/bar. WTI), alcuni analisti della finanza, viene interpretato come una spia di potenziale rallentamento dell’economia mondiale. Al momento attuale sono solo ipotesi ed illazioni.

Da oggi e per i prossimi giorni cercheremo di misurare  l’effetto della risposta Governativa alla Ue, e le conseguenti reazioni della speculazione internazionale. Tutto ciò, quasi sicuramente, influenzerà ancora di più le dinamiche del mercato interno e gli approvvigionamenti dall’estero tramite il secondo livello di mercato cioè quello dei commercianti esportatori che già da tempo danno segni di diffidenza e sfiducia.  Diverso il discorso per le ciniche multinazionali, che hanno tutte le armi per difendersi e tempi di reazione molto rapidi.

Una possibile conferma di quanto sopra sta nella dinamica, riscontrata nelle ultime settimane, relativamente ai prezzi di alcune merci in arrivo dall’estero che, senza una corrispondenza di base, hanno registrato valori più elevati.

I diretti interessati attribuiscono i rincari a problemi di logistica, ma secondo altri operatori e anche da chi scrive, è una risposta mercantile determinata da una buona dose di diffidenza.

Sul mercato interno nulla da segnalare di nuovo rispetto alle dinamiche riscontrate nelle ultime settimane. I mercati sono sempre piatti. Affari pochi e persiste molta incertezza,  sia da parte dei venditori che dei compratori.

I valori dei proteici sono migliorati, avvantaggiati dal diverso rapporto di cambio Euro Dollaro. 

Per il settore delle bioenergie si segnala disponibilità di avanzi da lavorazione del cacao, del riso e trinciati di mais e di trinciati di grano, mentre continua la ricerca di farine e farinette di mais a fronte di una industria molitoria a giallo che stenta a prendere il ritmo industriale.

Indicatori internazionali 14 novembre 2018
l’Indice dei noli è sceso sino a 1064 punti, il petrolio è sceso attorno a 55,00$/bar. e l’indice di cambio €/$ segna 1,129535

 

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