Cereali e dintorni. In attesa dello scontro finale?

I mercati sono sostanzialmente immobili, senza una direzione precisa, in religiosa attesa dell’incontro del 30/11 dove i due Presidenti di USA e Cina, potrebbero dirimere la problematica dazi.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 28 novembre 2018 –

Quali potrebbero essere gli scenari a seguito dell’incontro dei due potenti della terra che si stanno affrontando a colpi da dazi?

Versione uno: risolvono, il mercato aumenta sensibilmente.

Versione due: non risolvono, il mercato arretra un poco, in quanto da tempo ci ha dimostrato di essere su basi che tengono.

Versione tre: a seguito dell’accordo i mercati risalgono specie quelli della soya. Ma quanto terranno, posto che in Brasile i raccolti saranno anticipati e visto che la Cina ha imparato a produrre mangimi, a minor tenore proteico, e ha sfruttato altre fonti proteiche?

In tutto questo anche le tensioni Ucraina-Russia, che in un primo momento avevano impensierito il mercato dei cereali, sembrano rientrate (sin che il blocco è sul Mar D’Azov è ininfluente)

Tra alti e bassi non rimane che attendere 30 novembre. Tutto sommato,  i prezzi sono ancora bassi tant’é che peril 2019 gli orientamenti per la proteica sono a 335€ tonnellata partenza Ravenna.

Nel mercato interno la situazione è ancora stagnante con bassi scambi. Unica cosa da considerare è la volatilità del tasso di cambio  e che se dovesse uscire un accordo positivo tra le due superpotenze, il mese di dicembre sicuramente segnerà rincari nel comparto proteici e potrebbero venire contaminati anche i prezzi dei cereali. Meglio tenere aperti gli occhi a quanto potrà accadere tra Russia e Ucraina. In caso di ulteriori irrigidimenti il mondo dei cereali potrebbe cambiare da un giorno all’altro.

Indicatori internazionali 28 novembre 2018
l’Indice dei noli è salito sino a 1339 punti, il petrolio è sceso attorno a 52,00$/bar. e l’indice di cambio €/$ segna 1,12861

 

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