Latte e derivati – tendenze.

Splashing Milk — Image by © Lew Robertson/CORBIS

I prezzi del latte alla stalla sono aumentati nel corso dell’estate in Europa e in Italia, come conseguenza di una produzione meno abbondante a causa della siccità che ha significativamente ridotto le diponibilità foraggere soprattutto nel Nord Europa.

Il mercato dovrebbe rimanere sostanzialmente positivo per i prossimi mesi sia a livello comunitario che nazionale (anche in considerazione del fatto che in alcuni Paesi Ue la mandria da latte è stata ridotta), ma sull’equilibrio globale pesano alcune incognite come la questione dei dazi doganali e il rallentamento della domanda cinese.

A partire dal mese di giugno 2018 il prezzo del latte alla stalla ha evidenziato lievi aumenti su base mensile, pur restando nettamente inferiore ai livelli registrati lo scorso anno. In dettaglio, il prezzo rilevato da Ismea per le consegne di latte crudo effettuate sul territorio nazionale si è attestato su un livello medio di 36,4 euro/100 litri, con un aumento del 2% rispetto alla quotazione minima registrata a maggio. Per i prossimi mesi il mercato del latte dovrebbe rimanere su terreno sostanzialmente positivo, ma per comprendere le dinamiche che interessano il settore è importante avere una visione globale tenendo conto che il latte, al pari dei cereali e di altre commodity, ha assunto una connotazione mondiale.

 

Dal punto di vista nazionale l’aumento dei prezzi alla stalla è stato innescato, innanzitutto, da una flessione delle consegne ai caseifici durante l’estate, decisamente più intensa rispetto al calo stagionale atteso: sulla base di dati Agea – ancora provvisori – si sono evidenziati un -3% a luglio e -13% ad agosto su base tendenziale, che hanno determinato un modesto +0,5% nel cumulato dei primi otto mesi del 2018 a fronte del +3,7% di fine 2017.

http://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9012

 

 

Torna su