Dall’IO al NOI con la trigonometria

La trigonometria è quella parte della matematica che si occupa di misurare tutte le grandezze di un triangolo quando si hanno a disposizione almeno tre grandezze note.

Di Guido Zaccarelli 8 dicembre 2018 – Trigonometria è una parola greca formata dall’associazione del termine trígōnon e metría, ovvero, misura del triangolo e si prefigge, come branchia della matematica, di studiare i triangoli partendo dagli angoli. Le sue origini portano alle stelle, allo studio della loro posizione nella volta celeste: una trigonometria sferica.

 

Lo studio e le applicazioni dell’elettronica generale implicano una profonda conoscenza della trigonometria, senza la quale diventa difficile calcolare le diverse grandezze elettriche, che s’incontrano nella progettazione dei circuiti elettronici. Ricordo ancora molto bene la prima pagina del capitolo di introduzione alla trigonometria e qualche pagina dopo, dove, dato un sistema di assi cartesiani, era ben raffigurato un cerchio e una linea che partendo dal centro raggiungeva un punto della circonferenza. Il seno, il coseno la tangente, erano i termini magici con i quali bisognava dialogare ed entrare in sintonia per calcolare le grandezze elettriche. Tutto il resto è sfumato nel tempo e ora rimangono solo ricordi lontani di formule complesse. La materia è ricca di opportunità per la capacità di stimolare le persone a guardare oltre la realtà che la circonda, e condurle a proiettare lo sguardo verso nuovi orizzonti, partendo da punti conosciuti. Un esercizio quotidiano che occorrerebbe ripetere ogni giorno per le implicazioni che ha nel favorire ragionamenti sempre differenti.

 

Cosa lega la trigonometria all’IO e alla sua relazione con il NOI?

L’IO è ben rappresentato dal triangolo acuto che desidera raggiungere l’obiettivo da solo, circondato da un ristretto numero di persone necessarie allo scopo. Il NOI è ben rappresentato dal triangolo ottuso che consente di raccogliere un ampio numero di persone per raggiungere uno scopo comune.

 

L’IO inizia a camminare da solo verso il proprio obiettivo con lo sguardo rivolto al vertice del triangolo. Lo spazio di azione è molto ristretto e poche sono le persone che possono condividere il territorio. Riduce enormemente il campo d’azione delle possibilità offerte dai richiami dell’ascolto altrui, grazie alla presenza di una forte identità personale, che non chiede confronto. Non valuta altre opportunità se non limitatamente agli sforzi che deve compiere per raggiungere la cima.

 

Il NOI raccoglie più persone sul proprio cammino che avanzano insieme verso un obiettivo comune: «il valore del risultato finale è maggiore della somma dei singoli apporti».

Così afferma la teoria della Gestald che fonda i suoi studi sulla percezione e sull’esperienza e consente di monitorare il comportamento delle persone sulla base della percezione della realtà, anziché quella che le persone in realtà vedono con i propri occhi.

 

Pensiamo allo sport, a quando i giocatori si uniscono prima, o dopo la partita, per condividere lo scopo dello stare insieme oppure quando l’allenatore dialoga con i giocatori, per infondere le idee su cui basare le mosse competitive. Lo stesso avviene nelle aziende, quando tutti sono seduti intorno ad un tavolo per stabilire come meglio procedere con la strategia. Pensiamo al teatro greco quando le persone erano poste tutte intorno ad osservare lo spettacolo.

 

Sono tutti comportamenti che aiutano a creare la logica del gruppo e alimentare il significato dell’appartenenza, verso la visione comune. L’importante è mantenere fede a quanto definito un istante prima e non farsi prendere dalla foga dell’IO. Dove nasce il cambiamento? Quando il triangolo ottuso incontra sulla propria strada il triangolo acuto. Lì, nasce una zona di condivisione dove l’IO (nelle differenti prospettive e dimensioni) viene assorbito nel NOI e grazie a questa nuova figura trigonometrica che si viene a formare, si crea una energia che spinge le persone verso lo scopo comune. Triangoli che si creano e che vengono assorbiti in modo dinamico per fare posto ad una più grande, immenso, unico e irripetibile: il triangolo della condivisione ben evidenziato dall’immagine di William Blake: «nessun uccello vola troppo in alto se vola con le proprie ali».

L’energia dell’IO che diventa NOI. Leonardo da Vinci con l’uomo Vitruviano dove la trigonometria è ben utilizzata per esprimere l’uomo e la sua centralità. Dalla punta estrema delle dita delle mani, è possibile intravedere un triangolo acuto immerso nello spazio circolare di un uomo aperto al mondo, che esprime con gioia lo spazio vitale, frutto dell’armonia e dell’esperienza felice, che vive ed esprime al mondo. La trigonometria ci insegna a calcolare la distanza con le stelle, avendo una visione sferica della realtà. Dovrebbe essere presa come riferimento dall’uomo, per calcolare la distanza esistente tra le persone e, dati alla mano, disegnare un modello dove avvicinarle per condividere, con un triangolo ottuso, la dimensione etica ed economica del futuro.

 

Riferimenti bibliografici: Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Riferimenti sitografici: https://it.wikipedia.org/wiki,

Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale con Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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