L’epifania, tutte le feste si porta via.

Il conto alla rovescia è iniziato. Il 2019 sarà politicamente intenso e economicamente impattate se l’Italia in primis e l’Europa poi non dovessero incanalare correttamente le proprie risorse e potenzialità.  

di Lamberto Colla Parma 06 gennaio 2019 – L’epifania è il confine tra il vecchio e il nuovo anno che avanza troppo rapidamente.

Da domani si entrerà, a tutti gli effetti, nel nuovo esercizio amministrativo che vede l’introduzione della fatturazione elettronica anche tra privati. Un ulteriore barriera posta a salvaguardia delle entrate dello Stato che va a incrementare i controlli su coloro che sono di per sé già controllabili e sottoposti a un peso burocratico e fiscale ormai insostenibile.

Ma così è, e il Governo Gentiloni dovette accettare l’introduzione anticipata della fatturazione elettronica per ottenere in cambio maggiore flessibilità da Bruxelles.

Il 2019 sarà però un anno storico per la concomitanza di due importanti eventi elettorali e per la definitiva separazione del Regno Unito dalla Unione Europea, completando l’ultima fase della Brexit dopo la ratifica dell’accordo sottoscritto, con non poche difficoltà interne, da Theresa May a pochi giorni dalla fine del 2018.

Si inizierà con l’elezione del Parlamento Europeo, quell’organo di Governo dell’Unione che dovrà nominare i nuovi commissari che andranno a sostituire l’accozzaglia capitanata da Jean-Claude Juncker, ennesima espressione della fallimentare impostazione europea voluta dall’asse Franco – Tedesco, e infine le elezioni amministrative che nel corso dell’anno vedranno impegnati circa il 50% dei comuni, 26 capoluoghi di provincia (di cui 5 di regione) con più di 100.000 abitanti e ben 6 regioni (tra le quali l’Emilia Romagna  i cui elettori saranno chiamati alle urne presumibilmente a Novembre 2019).

Il Pd sarà quindi chiamato alla conta e alla resistenza dovendo difendere gli scranni di tutte e 6 le amministrazioni regionali in palio.

Mentre Lega e M5S dovranno cercare di mettere qualche bandierina in più rispetto al passato per poter “cantare vittoria”.  Le prime sconfitte che PD e “azzurri”dovessero registrare, potrebbero innescare una effetto domino e una diaspora dai due ex principali partiti nazionali contribuendo a alimentare i due movimenti di Governo, Lega e M5S, che si potrebbero così polarizzare ancor più segnatamente, l’uno verso destra e l’altro verso sinistra, portando però in eredità una maggiori difficoltà a proseguire la collaborazione sul contratto di governo.

Ma il 2019 sarà un anno cruciale anche per gli USA e Trump in particolare. La tenuta solida del Tycoon alle elezioni di medio termine deve aver spaventato i suoi detrattori che, pur cantando vittoria per la riconquista della Camera, stanno cospirando per un “impeachment” già in corso d’anno, nella funesta convinzione che il miliardario possa vincere nuovamente nel 2020.

Infine è molto probabile che il 2019 sarà segnato dalla definitiva incoronazione dell’economia cinese ai vertici mondiali e la perdita del -10% in un solo giorno di Apple, trascinando Wall Street a chiudere a -2,8% lo scorso giovedi, è solo una antipasto di quello che potrebbe avvenire nei prossimi mesi.

E in tutto ciò, l’Europa è troppo debole, politicamente e economicamente, per reggere l’onda d’urto dello scontro titanico tra USA e Cina.

Qualcuno ci lascerà le penne se l’UE non si ricompatterà rapidissimamente, alienando l’asse franco tedesco, tornando a ragionare da federazione di Stati, ognuno dei quali con risorse e potenzialità elevatissime, ma inespresse e ripristinando i valori fondamentali che furono la ragione della costituzione della idea di una Europa comune dei popoli.

Il conto alla rovescia è iniziato.

(per restare sempre informati sugli editoriali)

 

 

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