Cereali e dintorni. Mercato in balìa delle voci di corridoio. 

Il freddo finalmente contribuisce a sostenere i consumi. Prezzi in risalita sui rumors di mercato. Dal meteo al rapporto tra Cina e USA le ragioni dell’innalzamento die prezzi sono molteplici ma molto deboli.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 08 gennaio 2019 – Il mercato continua a risentire dell’effetto “Shut-Down”(fermo della amministrazione statale) e del “Weather Market” (mercato del tempo) in Sud America, quindi si difende basandosi sui vari rumors che danno per realizzati gli  acquisti da parte della Cina, in ragione di milioni di tonnellate, mentre dalla parte del meteo le stime che il raccolto Brasiliano, dato a 122 milioni di tonnellate nell’ultima USDA, flettano a 110/115 milioni di tonnellate , rivivendo  l’effetto dell’Argentina dell’anno scorso.

 

A fronte di tali “voci” tutti i prezzi sono in risalita e facilmente continueranno su questo trend, salvo smentite secche o ripresa di crisi commerciale-diplomatica.

Sul mercato interno ancora da constatare come la logistica faccia fatica a riprendersi sia su gomma che su rotaia, con prospettive di miglioramento dalla prossima settimana tornando a quasi completa normalità.

Quindi per il momento tutti i valori sono condizionati dalla triplice combinazione tempo-logistica-calendario.

Da segnalare che stanno riprendendo a lavorare, in modo più sensibile, alcuni silos interni del gruppo Monfer acquisiti in affitto da una multinazionale dei cereali.

In sintesi, tutto il mercato al momento è più caro sia sul pronto che sul medio lungo termine, sia per i cereali che i proteici e le crusche dovrebbero toccare il loro apice  per poi ridimensionarsi. I fibrosi continuano a restare sostenuti.

Il freddo finalmente contribuisce a sostenere i consumi.

Per il settore delle Bioenergie è inutile la ricerca del mais tossinato mentre con il caro cruscami è caccia alle farine e farinette di mais.

Indicatori internazionali 08 gennaio 2019
l’Indice dei noli è sceso sino a 1247 punti, il petrolio è risalito a 48,5$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,14353

 

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