Cereali e dintorni. Mercati confusi e decisioni basate su emozioni e “chiacchiere”.

Senza il continuo flusso di dati, il mercato di Chicago sta vivendo di sensazioni, aspettative, chiacchiere e previsioni meteo

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 18 gennaio 2019 -. Incertezza e voci di corridoio, sono gli influenzatori del mercato di questo primo periodo dell’anno.

A seguire alcuni report estratti da Pellati Informa: “tutti aspettano l’ennesimo round di consultazioni di fine Gennaio tra USA e Cina (nel frattempo sembra che gli USA siano pronti a tagliare i dazi per un valore di 50 miliardi dollari in segno di buona volontà nei confronti della Cina); tutti guardano al tempo in Brasile (caldo e arido) e in Argentina (piovoso).” “Sullo sfondo, la mancanza di dati certi che normalmente l’USDA sforna settimanalmente, o mensilmente, lascia gli operatori senza guida”. “Semi di soia: a causa del tempo piovoso, la Borsa di Buenos Aires nel settimanale di oggi ha stimato che si sarebbero persi circa 200.000 ettari di semine di semi di soia e ha quindi portato la propria stima di area seminata in Argentina quest’anno da 17,9 milioni di ettari a 17,7. In Brasile si attendono piogge ma anche temperature anche di 10 gradi sopra la media.”  “Grano: sarà vero o non sarà vero che la Cina abbia acquistato dagli Usa, fatto sta che la giornata ha chiuso in rialzo forse anche con qualche preoccupazione legata al timore per le temperature in discesa libera nelle Pianure USA dove quest’anno di neve ce n’è pochina a proteggere il grano. In Ucraina/ Russia sono attese precipitazioni nevose intense i prossimi giorni (il che è un tema più logistico che di pericolo per il grano), accompagnate da una brusca diminuzione delle temperature. Il sentore, comunque, è che di domanda di grano USA ce ne sia e che sia robusta, purtroppo mancano gli aggiornamenti sulle vendite USA dell’USDA.”

A fronte delle notizie sopra riportate muoversi nel medio lungo termine è quasi un salto nel buio anche se, secondo la serie storica, i valori del comparto soya sono ancora bassi. Si sono registrati affari di farina di soya sul 2020 a 335€ tonnellata per la proteica su 12 mesi. Tutto il mercato è riassumibile in poche battute: grano ed orzo fermissimi e cari, mais fermo ma potrebbe perdere qualche cosa, crusche arrivate al massimo, fibrosi fermi ma prossimi ad un calo; proteici ondivaghi in base alle varie notizie o non notizie. Polpe bietola tenutissime.

Per il settore delle Bioenergie inutile la ricerca del mais tossinato mentre con il caro dei cruscami è caccia alle farine e farinette di mais che si rubano di mano gli uni agli altri.

Indicatori internazionali 18 gennaio 2019
l’Indice dei noli è sceso sino a 1077 punti, il petrolio è risalito a 53$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,13955

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