Realtà aumentata nel lavoro e per nuovi modelli formativi

La realtà aumentata nella scuola, nelle aziende e nella sanità del futuro, nuovi modelli formativi per i giovani, il lavoro e la cura del domani.

Di Guido Zaccarelli, Mirandola 20 gennaio 2019 – La realtà aumentata è entrata a fare parte della nostra quotidianità. Ogni giorno assume il ruolo incontrastato di attrice protagonista sul palcoscenico delle moderne, e future, tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

L’attenzione è qui rivolta alla tecnologia adottata e agli ambiti applicativi da mettere in campo per uno sviluppo etico e culturale della nostra società. L’uomo osserva la realtà che lo circonda tramite la percezione che sintetizza i dati provenienti dai recettori somato – sensoriali, (che contengono gli stimoli provenienti dal mondo esterno), in strutture dotate di significato, per aiutarlo a codificare la realtà. La percezione ha lo scopo principale di rilevare le somiglianze, le differenze fra gli individui e gli oggetti che osserva e di semplificare la realtà attraverso il processo di categorizzazione.

La percezione è il luogo principale dove si forma l’identità del singolo individuo, il Sé. Aiuta a costruire la conoscenza che avviene impiegando gli schemi, le mappe mentali, che contengono tutte le informazioni su un particolare oggetto della conoscenza grazie alla quale è possibile verificare i legami (forti o deboli) con l’oggetto della realtà che si sta osservando. Favorisce l’inferenza, che educa l’uomo alla risoluzione dei problemi: risolvere problemi significa, riempire o togliere le parti mancanti, o eccedenti, per ottenere una struttura logica dotata di significato, che conduca alla soluzione del quesito. Come sostiene lo psicologo britannico di origine polacca, Henry Taifel, uno dei padri fondatori della “teoria dell’identità sociale”, «gli individui registrano solo quello che per loro ha significato, ciò che si può collegare, in modo più o meno stretto, ad oggetti già conosciuti per esperienza diretta o indiretta. Gli oggetti possiedono delle caratteristiche che appaiono pressoché invariabili. Grazie alla stabilità dellʹambiente, e alla coerenza psicologica, lʹindividuo può fare previsioni e crearsi aspettative sugli oggetti, sulle persone, sugli avvenimenti sociali».

Grazie a questi assunti è possibile iniziare a pensare alla “realtà aumentata” come fattore di progresso di nuovi modelli didattici aderenti ai piani di sviluppo della società contemporanea.

La realtà aumentata consente di aggiungere una ulteriore dimensione informativa al patrimonio di conoscenza dell’uomo. Grazie alle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la realtà viene comunemente osservata con l’occhio digitale di un telefono, di uno smartphone o di occhiali dedicati. Gli stimoli ricevuti vengono successivamente trasformati in informazioni digitali per ottenere, ad esempio, una immagine o la riproduzione di un suono.

Con l’introduzione della realtà aumentata, è possibile aumentare il patrimonio informativo a favore dell’individuo, aggiungendo notizie di vario genere, rispetto alla dotazione precedente. Osservando un quadro, è possibile avere istantaneamente a disposizione la vita del pittore, la tecnica impiegata, l’anno di produzione dell’opera ed altre importanti informazioni aggiuntive. La realtà aumentata potrebbe avere importanti implicazioni nella scuola attraverso l’adozione di piani di studio integrati volti a favorire l’apprendimento di specifiche e dedicate aree d’interesse personale, culturale, sociale ed economico. In alcuni casi specifici, ad esempio, l’impiego potrebbe essere esteso per recuperare gli studenti affetti da DSA, Disturbi dell’Apprendimento, comunemente causato da un problema sensoriale, legato alla percezione, al linguaggio o di natura cognitivo.

Un altro ambito potrebbe essere legato alla Discalculia, intesa come la difficoltà a leggere i numeri e ad interpretare la matematica. I Disturbi dello Spettro dell’Autismo potrebbero essere interessati all’uso e alla applicazione della realtà aumentata. Il problem solving è uno degli ambiti profittevoli al quale aggiungere il metodo “imparare facendo”. Ultimo, ma non meno importante, l’uso della tecnologia nel progetto “alternanza scuola – lavoro”, dove il personale dell’azienda può aiutare i giovani studenti in aula nella soluzione dei problemi e gli insegnati sostenere i giovani sul piano didattico, quando sono in azienda.

In presenza di forme di disagio o di determinate patologie che possono minare la serenità dello studente e l’accesso alla quotidiana vita formativa – educativa, l’uso delle realtà aumentata potrebbe essere visto come un valido supporto da impiegare per completare il percorso di conoscenza – competenza messa in atto dalla nuova progettazione formativa. In ambito lavorativo, la realtà aumentata, potrebbe essere impiegata per consolidare la formazione a distanza degli operatori adibiti all’uso di determinate tecnologie e massimizzarne l’uso; in casi specifici, risolvere problemi grazie alla tempestività dell’intervento. In ambito sanitario, potrebbe senz’altro rendersi utile nell’integrare la formazione professionale del personale a distanza sul campo, ad esempio, nella cura e nell’assistenza del malato allettato che necessita di cure particolari, nella emergenza – urgenza, nel caso un operatore debba rendere funzionante un apparecchio che mostra situazioni di mancata o parziale operatività, alle organizzazioni di volontariato… e ulteriori possibili scenari applicativi.

La realtà aumentata diventerebbe uno strumento prezioso in casi specifici per favorire la risoluzione di problemi insorti al momento per rendere efficace il sistema della gestione del rischio clinico associato al cambiamento del concetto di errore, al monitoraggio e perfezionamento delle tecniche e misure adottate per raggiungere gli obiettivi primari che sono la sicurezza del paziente e la qualità dell’assistenza. L’introduzione della tecnologia 4.0 ha creato forti disparità, e asimmetrie, tra il mondo del lavoro, delle organizzazioni in genere, e il mondo della scuola. Tutti, nessuno escluso, potrebbero trarre utili giovamenti dalla implementazione di questa tecnologia che desidera essere continuamente esplorata per raggiungere la pienezza del suo mandato. Lo scopo è formare ed educare le persone ad un utilizzo consapevole della realtà aumentata per estrarre tutta l’energia in possesso del singolo per il benessere dell’intera collettività.

Riferimenti bibliografici:
UNIMORE, Psicologia Sociale, primo modulo, prof. Nicoletta Cavazza
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.
Sitografia: https://it.wikipedia.org

GUIDO ZACCARELLI

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale con Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

Torna su