Cereali e dintorni. Mercati in stallo.

Mais

Il mercato continua ad essere orfano di una precisa direzione. Non ci sono gli spazi per scendere ulteriormente ma nemmeno sufficiente forza per riprendere a salire.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 24 gennaio 2019 – Il mercato continua ad essere orfano di una precisa direzione. Non ci sono gli spazi per scendere ulteriormente ma nemmeno sufficiente forza per riprendere a salire.

La fase  d’incertezza ormai perdura da diverso tempo e questo rende il mercato nervoso con gli operatori che di conseguenza sono incerti e cauti nelle operazioni.  Le variabili sono molteplici e le “voci di corridoio” sono maggiormente ascoltate dei dati storici o di meteo piuttosto che geopolitici.

Veniamo da un 2018 che, per vari importatori-operatori, è stato disastroso e ha segnato la fine di un lungo ciclo di calo e stagnazione per i cereali.  Si vedano infatti le quotazioni record e la decisa tenuta del grano e dell’orzo, e  la stabilità del mais; il rialzo deciso e tenuto dei fibrosi per effetto della siccità nel nord Europa e il comparto proteici, che da gennaio ad aprile-maggio, sotto l’influenza dei dati Argentini, ha dato vita a un vero e proprio rally per poi ripiegare e trovare lo scoglio dei dazi Cina-USA.

Ora il mercato è incerto, stagnante, preoccupato dei sospiri che annunciano recessione in Europa, Cina mentre il sud Est Asiatico sarebbe in crescita contenuta, America stabile, resto del mondo in preda a un affanno finanziario. La soluzione della guerra commerciale Cina Usa sempre in attesa di soluzione e che può veramente dare o non dare la scossa al mercato delle commodities e quindi anche alla finanza.

A fronte di quanto sopra è particolarmente difficile fare previsioni anche se a parere dei più esperti il mercato non ha spazio, o ne ha poco, per scendere e la situazione per il nostro mercato interno è così riassumibile:

Grano e orzo stabili e tenuti sino al nuovo raccolto o comunque almeno sino a maggio; mais stazionario a meno che l’offerta dall’estero non diventi più pressante (ma non hanno ritorni quindi vale solo su silos ferroviari e porti non su gomma). Cruscami dovrebbero scollinare e ridimensionarsi a meno che non saltino alcune esportazioni stabilite l’anno scorso in autunno. Fibrosi sempre ben tenuti sino a maggio.

In sintesi: prezzi stabili, pochi scambi commerciali, stabili quelli fisici legati al consumo.

Per il comparto delle bioenergie assistiamo a veri e propri assalti alle farinette e ai trinciati di mais. Si segnala la disponibilità di spezzato di mais da primaria industria alimentare.

Indicatori internazionali 24 gennaio 2019
l’Indice dei noli è sceso sino a 982 punti, il petrolio è risalito a 52$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,13401

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