Imprese, «dal welfare aziendale» al «welfare culturale»

Il futuro?: «dal welfare aziendale» al «welfare culturale» della Conoscenza Condivisa, un sogno da realizzare per l’imprenditore che pone la Persona al centro della sua azienda.
Seneca«non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Con questa celebre frase Seneca riporta il lettore ad affrontare il coraggio, la paura nel futuro e nella capacità di osservare la realtà da una prospettiva diversa rispetto a quella che ha caratterizzato il solco della vita di ogni persona. Gli obiettivi sono dei punti, che ogni giorno la persona riporta uno di seguito all’altro, fino ad ottenere una linea unica che testimoni le cose fatte e indichi la strada per quelle da fare,con le quali raggiungere la meta.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 25 gennaio 2019 – La strada non è sempre in discesa, spesso è irta e piena di ostacoli. La forza dell’uomo sta proprio nella capacità di superare in modo consapevole i propri limiti, senza mai andare oltre i livelli di guardia, che potrebbero vanificare gli sforzi compiuti, e le aspettative per il futuro.
«L’imprenditore nasce per fare impresa» e lo spirito che lo anima ogni giorno è di realizzare il proprio sogno, avendo cura dei propri collaboratori, dei clienti, dei fornitori e della società civile per raggiungere gli obiettivi. Il bilancio è il ritratto del comportamento dell’azienda; fornisce la base d’appoggio per definire la strategia aziendale in relazione agli indicatori di crescita, o di decrescita, delle aree interne ed esterne all’impresa. Il ROI è un indicatore importante per saggiare il ritorno dell’investimento, che indica quanto rende, ad esempio, un euro investito in un determinato ambito o settore. In questo caso, il ROI, è un dato quantitativo che valorizza le azioni e i comportamenti dell’imprenditore agevolandolo nell’analisi di altri indicatori con i quali saggiare lo stato di salute dell’azienda. Il ROI qualitativo mette invece in crisi l’imprenditore perché manca di riferimenti tangibili sui quali veicolare le proprie certezze fondato sui numeri reali, che si toccano con mano. Il ROI qualitativo appartiene al capitale umano e alla formazione e ad altri ambiti lasciati a futura trattazione.

Cambiare il modello organizzativo, da piramidale a circolare, senza avere un ritorno certo che identifichi in modo puntuale il ROI qualitativo, lo fa desistere dall’investimento«Abbiamo sempre fatto così, perché cambiare?», «la mia azienda sta ottenendo elevate marginalità, perché cambiare?», ancora «quando potrò ritornare del mio investimento?».

La formazione è una voce importante per l’azienda. «L’istruzione» consente di verificare in tempi definiti il livello e il grado di preparazione conseguito dalle persone, offrendo la possibilità di modellare il percorso di addestramento in relazione alle specifiche individuali. È una voce di costo che immediatamente porta all’imprenditore il ROI quantitativo dell’investimento. «La formazione» coinvolge le persone in un percorso culturale legato alla capacità di identificarsi con lo spirito e la comunità aziendali e di condividerne i valori.

«L’educazione» consente di fare emergere – estraendo dal di dentro – il valore della persona e tutto ciò che lo caratterizza nella sua identità e professionalità. La formazione e l’educazione rientrano nel ROI qualitativo dove è impossibile stabilire il valore dell’investimento. Queste considerazioni facilitano l’ingresso in una nuova dimensione del welfare, termine nato in Inghilterra, la cui etimologia ci porta al termine benessere. L’imprenditore percorre la strada del welfare aziendale offrendo al lavoratore i benefit che ritiene utili facendoli rientrare sotto il cappello del benessere della persona che accoglie positivamente per il valore conveniente che portano con sé. L’azione economica messa in atto considera la seguente espressione: un’azienda che premia i lavoratori migliora il proprio benessere.

Siamo proprio certi che questo avvenga, ovvero, che queste azioni contribuiscano a migliorare il benessere del lavoratore? Se questa condizione fosse vera, per quanto tempo può regge l’impegno?. Per crescere, e durare nel tempo, l’impresa deve fare seguire al «welfare aziendale» una vera e innovativa politica di »welfare culturale» senza la quale sarà difficile garantire nel tempo i fondamenti del welfare aziendale.

Le aziende che si muovono nella direzione dell’«Economia 5.0» devono necessariamente mettere in atto azioni che portano ad «elevare la cultura dell’impresa» coinvolgendo i lavoratori nel condividere la conoscenza e a collaborare per modificare la struttura relazionale, da piramidale a circolare. Non è sufficiente modificare l’orario di lavoro, fare corsi o erogare compensi annuali per affermare che le persone stanno bene con loro stesse, e in relazione con le altre, mantenendo inalterato la struttura organizzativa dell’azienda Serve molto di più, in quanto sono interventi di breve raggio che nel tempo necessitano di essere continuamente sottoposti a revisione per il crescere delle aspettative dei singoli e dell’intera comunità. Quello che alimenta la vita dell’azienda è la cultura coniata nel «welfare culturale della conoscenza condivisa» alla quale è possibile successivamente aggiungere i benefit inseriti nel welfare aziendale per completare il progetto «il benessere dei lavoratori». Il futuro è in questa frase di Lucio Anneo Seneca: «È l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi!»

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.
Sitografia: https://it.wikipedia.org

GUIDO ZACCARELLI

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale con Gazzetta dell’Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d’impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

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