Cereali e dintorni. Prezzi in flessione negativa 

Continua il periodo di instabilità dei mercati cerealicoli. Chiusure negative e tensione degli operatori sostenute dal perseverare di fattori condizionanti esterni.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 30 gennaio 2019 – Il mercato continua a manifestare grandi segnali di incertezza e privo di una chiara direzione.  Non ci sono spazi per scendere, ma nemmeno l’energia per salire, ancora influenzato da fattori esterni.  Ieri è stata la volta dell’incriminazione degli USA della Huawei (società cinese di telecomunicazioni) seguita all arresto della figlia del magnate cinese, ancora detenuta in Canada, e questo non è certo un buon viatico per gli imminenti incontri tra le due delegazioni per sanare la questione dei dazi.

Il mercato ha chiuso tutto in negativo:

Siamo in una fase d’incertezza da molto tempo, e questo rende il mercato nervoso e gli operatori incerti. Il sentimento più diffuso è che il mercato ha limitati spazi d’azione.

Tutto ciò si riassume in un mercato interno con questi valori:

Grano e orzo stabili e tenuti sino al nuovo raccolto o comunque almeno sino a maggio; ma nel caso dell’orzo una certa maggior offerta sembra registrarsi (forse qualche detentore si è reso conto che non ha più spazio a salire), mais cedente, cruscami in ridimensionamento, fibrosi sempre ben tenuti, proteici stazionari o in calo, fatta eccezione per far colza e girasole 28% che scontano carenze di merce.

Intanto si sono fatte le prime operazioni sul 2020 a prezzi equilibrati, 330€ per la proteica e 322€ per la normale.

Per il comparto delle bioenergie poco da segnalare ssalvo la disponibilità di spezzato di mais proveniente da primaria industria alimentare.

Indicatori internazionali 30 gennaio 2019
l’Indice dei noli è sceso sino a ben 797 punti, il petrolio è attorno a 53,5$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,14355 (8,45)

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