Alluvione nella Bassa bolognese, il Canale Emiliano Romagnolo mitiga l’ondata di piena

Alluvione nella Bassa bolognese, il Canale Emiliano Romagnolo mitiga l’ondata di piena portando via l’acqua dalle aree colpite

 

BOLOGNA3 Febbraio 2019 – Un summit immediato tra i sindaci delle aree colpite nella Bassa bolognese ed il centro tecnico-operativo del Canale Emiliano Romagnolo ha consentito, nel giro di 24 ore, di individuare una soluzione idraulica in grado di poter contribuire in modo decisivo all’allontanamento dei flussi fuoriusciti dal Reno. L’azione fondamentale che si è prospettata – per mitigare gli effetti nefasti dell’esondazione – è stata quella di convogliare rapidamente l’abbondante quantità di risorsa idrica (limacciosa e carica di detriti) che sopraggiungeva da monte verso la rete artificiale. In questo modo Castel d’Argile, Mascarino Venezzano e ampie aree limitrofe di San Pietro in Casale, San Donino e altri centri della Bassa bolognese – colpiti dall’alluvione – hanno visto diminuire corposamente i livelli usciti dal corso naturale del Reno proprio grazie all’azione degli impianti del Canale Emiliano Romagnolo. Da 20 ore infatti , in modo ininterrotto, unitamente all’essenziale attività della Bonifica Renana, il CER sta contribuendo in modo assai rilevante ad allontanare le acque che hanno messo in ginocchio la comunità insediata nell’area. Il presidente Massimiliano Pederzoli , il Direttore Generale Mannini e il Direttore tecnico Menetti, insieme alle maestranze dello staff tecnico del CER, (una ventina tra ingegneri, tecnici specializzati e operai) hanno da subito attivato gli impianti idrovori-irrigui del canale Pieve di Cento e Crevenzosa, pompando in media, ma con picchi spesso ancora più elevati, ben 20 metri cubi di acqua al secondo da oltre un giorno e in modo costante. “L’azione idraulicaha assicurato il presidente Massimiliano Pederzoli consente al Canale Emiliano Romagnolo di contribuire all’attività di messa in sicurezza idraulica del territorio volta a far defluire, in modo progressivo, i flussi fuoriusciti dall’alveo del Reno. Il CER, nato essenzialmente per l’irrigazione, in questi frangenti di emergenza grave si dimostra sempre più fondamentale anche per assicurare un miglioramento di un contesto tutt’altro che roseo per le persone e le aree colpite. Continueremo nella nostra attività fino alla normalizzazione”.

 

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