Cereali e dintorni. Nell’incertezza i fondi alleggeriscono le posizioni

Alleggerimento delle posizioni da parte dei Fondi, presumibilmente meno ottimisti di Trump sulla imminenza della soluzione dello scontro tra le due titaniche potenze economiche.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 20 febbraio 2019 – All’ottimismo del Presidente Trump si contrappone un mercato che in assenza di veri acquisti dalla Cina e novità sostanziali sugli accordi, cede terreno, e i fondi, che stanno alla finestra, alleggeriscono le loro posizioni:

Mentre scriviamo il mercato telematico registra un andamento misto ma con scarse variazioni.

E’ opinione diffusa tra gli operatori che, senza fattori esterni al mercato, si possa andare avanti così per tempo. Del resto non vi è scarsità di merce, i raccolti sud  americani vanno bene e ieri Cordonier ha mantenuto le sue stime sul seme di soya a 113 milioni di tonnellate per il Brasile e 55 milioni di tonnellate per l’Argentina. Infine la peste suina in Cina si sta allargando e questo comporterà un calo dei loro consumi.

Nel mercato interno: il grano comincia a dare segni di cedimento, impressionante e impensabile il cedimento-ridimensionamento dell’orzo, ed anche il mais è in arretramento; fermi i cruscami, che potrebbero anche recuperare qualche euro, fermi e cedenti le farine di soya, tengono il girasole proteico e normale, e la farina di colza; cedente anche il mercato dei fibrosi, resistono invece le polpe bietola.

Per il comparto delle bioenergie nulla da segnalare come tendenze mentre, dal punto di vista  commerciale, è  da segnalare la presenza sul mercato di una azienda che commercializza un mix di sottoprodotti di dubbia provenienza, ma etichettati come farinetta di mais (colore marrone!). Pare che,  dopo un brillante avvio, si manifestino seri problemi alla flora batterica degli impianti. Stante l’attuale stasi di mercato si consiglia di mantenere uno sguardo attento al mercato dei cruscami.

Indicatori internazionali 20 febbraio 2019
l’Indice dei noli è risalito sino a ben 635 punti, il petrolio è anch’esso preso quota a 56,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,13435 (Hr. 9,35).

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