Cereali e dintorni. Mercati piatti, ma qualcosa potrebbe accadere

Mentre scriviamo il mercato telematico registra un andamento sensibilmente positivo sul seme di soya mentre sulla farina e sul mais gli aumenti sono contenuti e il grano è col segno negativo.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 25 febbraio 2019 – Mercati ancora incerti ma qualche segnale comincia a avvertirsi. Per capire se alle parole seguono i fatti e il mercato possa avere una ripartita occorre attendere l’apertura che avverrà nel pomeriggio.

Nel mercato interno: il grano continua a cedere così come l’orzo, il mais pur essendo il cereale meno caro ne risente. Fermi i cruscami, fermi e cedenti le farine di soya, che vengono scambiate sul pronto a 317€ tonnellata per la 44% e 327€ tonnellata per la proteica 46,50% partenza Ravenna, tengono il girasole proteico e normale, e la farina di colza; cedente anche il mercato dei fibrosi, dove resistono invece le polpe bietola.

Per il comparto delle bioenergie nulla da segnalare.

A conferma che qualcosa possa muoversi ecco quello che è comparso lo scorso sabato mattina:

22 febbraio (Reuters) – (traduzione) La Cina si è impegnata a comprare altri 10 milioni di tonnellate di soia americana in una riunione nello Studio ovale di venerdì, ha dichiarato su Twitter Sonny Perdue, segretario dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Gli impegni sono uno “spettacolo di buona fede dei cinesi” e “indicazioni di altre buone notizie a venire”, ha scritto Perdue. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato il vice premier cinese Liu He nell’ufficio ovale venerdì e ha suggerito che probabilmente le due maggiori economie del globo sarebbero state in grado di fare un accordo per risolvere la loro guerra commerciale. L’anno scorso Pechino ha imposto tariffe alle importazioni di prodotti agricoli statunitensi, tra cui soia, sorgo e maiale, tagliando le spedizioni di prodotti agricoli americani in cina. La Cina ha ripreso ad acquistare alcuni Stati Uniti di soia a dicembre, dopo che Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno raggiunto una tregua sulla guerra commerciale, ma le vendite sono ancora in ritardo. A partire da giovedì scorso, solo 7,4 milioni di tonnellate del raccolto più recente di soia negli Stati Uniti sono state vendute in Cina, ben oltre i 26 milioni di acquisti effettuati nello stesso periodo dell’anno scorso, secondo gli ultimi dati sulle vendite all’esportazione dell’USDA .Altre 10 milioni di tonnellate in più di esportazioni aiuterebbero a intaccare i massicci stock di soia negli USA che hanno depresso i prezzi per mesi. Perdue non ha detto su Twitter quando la Cina inizierebbe ad acquistare i semi di soia. Due esportatori statunitensi di soia contattati da Reuters il venerdì pomeriggio hanno affermato di non aver effettuato alcuna nuova vendita agli acquirenti cinesi. (Segnalazione di Tom Polansek e Karl Plume a Chicago, montaggio di Grant McCool e Tom Brown

Indicatori internazionali 25 febbraio 2019
l’Indice dei noli è risalito sino a ben 634 punti, il petrolio è anch’esso preso quota a 57,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,13498 (Hr. 9,32).

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