Cereali e dintorni. Mercati stanchi e condizionati quasi esclusivamente dal cambio

Il mercato non mostra variazioni significative e mantiene un andamento regolare. Di merce infatti non v’è carenza, né nel campo dei cereali e nemmeno in quello dei proteici.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 06 marzo 2019 –

Gli operatori cominciano a mostrare segnali di insofferenza sulla questione dei Dazi e nello specifico sulla mancanza di fatti certi mentre le parole al vento si sprecano. Fatte salve “novità importanti”, gli USA un breccia l’hanno subita, avendo consentito alla Cina di imparare a fare mangimi meno energetici, utilizzano altri proteici ed altre materie prime e si sono imposti di coltivare più seme di soya, ed in aggiunta hanno la peste africana che sta riducendo il patrimonio zootecnico suino.

In Europa i mercati sono altrettanto stanchi, le scorte sono  sufficienti e i consumi non brillano.

Nel mercato nazionale ben poco da segnalare: il grano continua a restare cedente, mentre il crollo dell’orzo sembra fermarsi, il mais pur essendo il cereale meno caro ne risente e cala, sia per la scarsa domanda interna, sia per le immani quantità arrivate su nave e treno dall’estero, ma a differenza del nostro paese all’estero è molto ben difeso. A proposito del mais se non dovessero arrivare consistenti piogge sicuramente il mercato sui futuri riprenderebbe vigore. Fermi i cruscami, e le farine di soya, che ieri erano scambiate sul pronto a 315€ tonnellata per la 44% e 325€ tonnellata per la proteica 46,50% partenza Ravenna, mentre sul 2020 sono state fatte posizioni sui 12 mesi a 330€ tonnellata partenza Ravenna.

Prezzi sufficientemente appetibili tanto da attirare un buon numero di acquirenti.  Del resto è opinione diffusa che ormai i listini sono alla soglia minima sotto alla quale sarà difficile procedere: venerdì sera il mercato per circa mezzora era sceso sotto i 300 punti base per poi riprendersi.

Rimane aperta la questione della volatilità dei cambi, il più grade fattore di variabilità dei prezzi.

In questo momento i mercati sono piatti e solo fattori esterni potrebbero movimentarli

Per il comparto delle bioenergie sono da segnalare lotti di mais serbo scondizionato, in arrivo solo su camion fissi; possibilità di fissare contratti di sansa d’oliva essiccata, continua la richiesta di farinette di mais anche se con i cruscami agli attuali valori la domanda sta virando sui cruscami.

Indicatori internazionali 6 marzo 2019
l’Indice dei noli è sceso sino a ben 663 punti, il petrolio è anch’esso preso quota a 56,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,12999  (Hr. 8,30).

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