Cereali e dintorni. USDA replica perfettamente i dati precedenti

Il mercato non  mostra novità e prosegue la fase attendista circa gli sviluppi pratici, effettivi e reali delle trattative tra le due delegazioni contrapposte e nel frattempo l’incontro tra i due Presidenti (USA e Cina) sembra scivolare verso aprile.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 12 marzo 2019 –

Di merce non v’è carenza, né nei cereali né nei proteici, l’USDA di venerdì è stata impietosa nel certificare i suoi precedenti dati, e questa è una cosa che non succede spesso.  Da segnalare un particolare, la cifra degli stock dei semi di soya di fine campagna in USA è rimasta praticamente invariata da febbraio. Quindi si stima che le attuali trattative Cina/USA vadano a buon fine e che le esportazioni non caleranno. Sono state lasciate invariata la cifra delle importazioni della Cina (88 milioni di tons). Gli stock di fine campagna totali sono aumentati di 1 milione di ton. in quanto si è stimato che aumentino quelli della Cina (da 21.22 a 22,22 milioni di ton) questo perché si stima una contrazione dei consumi interni. La produzione dell’Argentina è rimasta invariata da febbraio (55 milioni di ton.) ed anche quella del Brasile è stimata in 116,50 contro 117 precedenti.

Nel mercato interno domestico ben poco da segnalare: il grano continua a essere cedente, mentre il crollo dell’orzo sembra fermarsi, il mais pur essendo il cereale meno caro ne risente e cala, sia per la scarsa domanda interna, sia per le immani quantità arrivate su nave e treno dall’estero. Serpeggia sul mais una certa inquietudine per la mancanza di piogge, e riserve idriche scarse dopo un inverno molto temerato; ancora cedenti i cruscami ma solo a fronte delle vendite di pochi grandi gruppi industriali che non hanno in atto le loro consuete esportazioni. Le farine di soya, che ieri erano scambiate sul pronto a 310€ tonnellata per la 44% e 320€ tonnellata per la proteica 46,50% partenza Ravenna, mentre sul 2020 sono state fatte posizioni sui 12 mesi a 328€/tonnellata partenza Ravenna. Comparto dei proteici stazionario-cedente.

Per il comparto delle bioenergie la solita richiesta di farinette di mais, e la possibilità di fissare contratti di sansa d’oliva essiccata, così come per i cruscami.

Indicatori internazionali 12 marzo 2019
l’Indice dei noli è risalito sino a ben 645 punti, il petrolio è a quota 57,0$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,125795  (Hr. 8,20).

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