La via della seta, perché no? I soliti splendidi Alleati! (7)

Great Wall of China near Jinshanling – Jakub Hałun – 29 may 2009

L’Unione Europea teme che l’Italia diventi il “Cavallo di Troia” per l’invasione gialla. Dalla linea ferroviaria Zhengzhou -Amburgo (Germania) nessuna preoccupazione invece? E no, sulla Germania non si può!

di Lamberto Colla Parma  24 marzo 2019 –

L’Italia, come al solito, non ne fa una giusta, soprattutto quando pensa per sé stessa e non per la comunità.

Sino a ieri ci si raccontava la favola che il turismo (uno dei 19 accordi sottoscritti per un totale di 20 miliardi) potrebbe essere il “petrolio  dell’Italia e oggi, grazie al memorandum sottoscritto tra Italia e Cina, che potrebbe diventare una realtà, non va più bene. Chissà cosa potrà mai nascondere l’accordo Italia Cina di tanto pericoloso!

Intanto è da apprezzare la trasparenza. E’ lo stesso presidente Xi Jinping che si è mosso per porre la firma a un memorandum che regolerà gli scambi e le acquisizioni. Un accordo che ovviamente prevede che l’Italia possa giocare la Golden Share nel caso in cui venisse compromesso il controllo nazionale su imprese e siti considerati di interesse strategico.

Ma non basta, e allora i nostri cari alleati e i loro fiduciari in Italia, sempre attenti a che l’Italia non cresca troppo rapidamente, ecco che scendono in campo con una ipotesi di Super Golden Power europea per bloccare la “Belt and Road Initiative” cinese, ovvero il programma infrastrutturale che i cinesi stanno “esportando” dal 2013 un po’ in tutto il mondo, a partire dal continente africano, per arrivare ai paesi dell’est europa e ora, compiendo un notevole salto di qualità, sottoscrivendo un’intesa con il primo governo appartenente ai G7, l’Italia appunto.

Di questo piano infrastrutturale così pericoloso non si discusse quando venne progettata e infine inaugurata la linea ferroviaria più lunga al mondo che copriva la distanza commerciale tra Zhengzhou e guarda caso, Amburgo, un “paesino” della Germania, in soli 15 giorni.

Obiettivo, era il 2013, consisteva nel colmare la distanza di oltre 10.200 chilometri che separa le due città in 15 giorni con collegamenti periodici (la metà del tempo navale). Un flusso inesorabile di merci che dalla Cina approdano nel cuore dell’Europa. Ma lì tutti zitti, era coinvolta la DB Schenker, divisione Trasporti e Logistica di Deutsche Bahn (ferrovie tedesche), e… sulla Germania non si può!

D’altro canto la Germania è il più importante partner commerciale europeo e mondiale con la Cina per un valore di interscambio di 170 miliardi di euro nel 2017, contro 167 della Francia e 165 degli Usa. I 40 attuali di Italia sono una vera miseria, ma Junker, Macron e Merkel hanno avuto il coraggio di affermare che la Cina è un concorrente con il quale “non possiamo costruire qualcosa di stabile”. Così,  In tutta risposta al bilaterale Roma – Pechino, a dimostrazione che l’UE vuol dire Francia e Germania con l’assist della Commissione UE, mercoledi il triumvirato ha invitato Xi Jinping a Parigi per un incontro, 15 giorni in anticipo sul vertice UE/Cina del 9 aprile e subito a ridosso del vertice Italia Cina appena concluso, per riaffermare l’asse di ferro Parigi-Berlino.

I soliti splendidi alleati Loro possono intervenire in Libia bombardando senza alcuna autorizzazione  preventiva dell’ONU, pur di prendere i nostri contratti petroliferi, mentre noi non possiamo fare nulla senza il visto della UE.

(foto di copertina: Great Wall of China near Jinshanling – Jakub Hałun – 29 may 2009)

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