Cereali e dintorni. Variazioni insignificanti.

Possibili occasioni di tensione potrebbero provenire dai Fondi d’Investimento considerati ormai troppo scoperti (corti di posizioni acquistate).

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 27 marzo 2019 –

Ben poche novità sui mercati internazionali, attesa per i dati di acreaggio USA di venerdì, i raccolti in Sud America vanno bene e le trattative USA Cina proseguono, questa settimana in territorio cinese, vede la presenza del segretario del tesoro Steven Mnuchin e il capo ufficiale delegazione USA Robert Lighthinzer. Tensione per possibili movimenti dei Fondi d’Investimento considerati ormai troppo scoperti (corti di posizioni acquistate).

Per il mercato interno poco da segnalare salvo che i cereali sono su livelli di resistenza per il motivo ormai arcinoto dell’assenza di precipitazioni che potrebbe influire sulle semine e sui futuri raccolti (questo è un dazio che pagheranno forse solo i soggetti costretti ad usare prodotti nazionali); i cruscami stanno rallentando a fronte del ridotto lavoro dell’industria molitoria e al contrario della ripresa delle esportazioni da parte di due grandi gruppi, oltretutto con l’approssimarsi del mese di aprile con molte festività e disinfestazioni di molini; anche i foraggi si sono assestati e non è detto che senza precipitazioni possano subire dei cambiamenti di  tendenza; sempre ferme e tenute le polpe; per i proteici con questo cambio:

farine di soya, sul pronto a 313€ tonnellata per la 44% e 323€ tonnellata per la proteica 46,50% partenza Ravenna, per l’aprile giugno, proteica 323 per il luglio dicembre, proteica 325€ mentre sul 2020 sono state fatte posizioni sui 12 mesi proteica a 333€ tonnellata partenza Ravenna + 2€ se Venezia. Colza e farine di girasole stazionari.

Per il comparto delle bioenergie scarseggiano le farinette di mais a causa del rallentamento dei molini a giallo. Sempre scarsa ed occasionale la presenza di mais declassato ad uso energetico, disponibili bucce d’uva essiccate.

Indicatori internazionali 27 marzo 2019
l’Indice dei noli è sceso sino a 683 punti, il petrolio è a quota 60$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,12647  (Hr. 9,25).

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