Cereali e dintorni. Sembrava e invece è calma piatta.

Sembrava che il mercato fosse pronto per intraprendere una decisa inversione di tendenza e invece è calma piatta.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 10 aprile 2019 –

Il 2 aprile sembrava di intravedere una inversione di tendenza di mercato internazionale come da matrice che segue:

dobbiamo invece ancora segnalare una rigida immobilità del mercato. Tant’è che di merce non ne manca in tutto il mondo e per tutti i tipi di interesse prevalente per i mercati di riferimento dei nostri notiziari.

E’ comunque da segnalare un deciso rafforzamento dei premi sul 2020 che compensano e consentono di recuperare parte del valore delle merci. I motivi sono la conseguenza del rincaro del petrolio, delle tensioni geopolitiche e della fiducia degli accordi USA-CINA.

A titolo d’esempio i premi della soya attuali viaggiano attorno 22-23$ mentre sul 2020 31-32$

Nulla di nuovo nel mercato nazionale dove ancora persiste una solida stabilità, seppur i cereali siano fermi, i cruscami in deciso e sensibile aumento, proteici fermi, foraggi in calo e fibrosi stabili. Si segnala invece una certa indisponibilità a dichiarare i prezzi di mais sul periodo giugno-agosto. Ancora incertezze sul prossimo mercato dei cereali a paglia.

Per il comparto delle bioenergie da segnalare lo scarseggiare della farinetta di mais, causa il rallentamento dei molini a giallo. Sempre scarsa ed occasionale la presenza di mais declassato ad uso energetico. Disponibili bucce d’uva essiccate.

Indicatori internazionali 10 aprile 2019
l’Indice dei noli è leggermente risalito sino a 725 punti, il petrolio è a quota 64$  e l’indice di cambio €/$ segna 1,126841  (Hr. 09,18).

 

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