Acqua e Nucleare: 12 e 13 giugno prova di maturità per il popolo italiano

I prossimi 12 e 13 giugno il popolo italiano sarà chiamato a una prova di grande responsabilità. Responsabilità che,  a quanto pare, non si vogliono assumere coloro che sono stati deputati ad assumersi, i nostri Deputati appunto.Quella schiera di rappresentanti che “godono” delle sconfitte altrui ma che poco interesse, invece, sembrano dimostrare verso temi fondamentali per la sopravvivenza della specie umana. E la dice lunga anche la scarsa pubblicità concessa ai quattro quesiti referendari da parte di tutti i media. Eclatante il  richiamo ufficiale da parte di AGCOM (Autorità Garante nelle Comunicazioni), alla dirigenza RAI che ha rilevato come  “la collocazione nei palinsesti dei messaggi autogestiti relativi ai referendum del 12 e 13 giugno, finora attuata dalla RAI, non è conforme ai principi del regolamento della commissione sulla par condicio”. Un richiamo quindi alla concessionaria pubblica affinchè realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire l’obiettivo del maggior ascolto.

E pensare che almeno 3 dei quattro quesiti sono, a mio personalissimo parere, di fondamentale importanza in quanto ben due sono relativi all’acqua e alla sua liberalizzazione, uno al nucleare ed il quarto al legittimo impedimento. L’ultimo, sul tema del legittimo impedimento non è di tale pericolosità da compromettere il futuro del Paese. Ritengo che sia corretto e utile proteggere e tutelare  le più alte cariche dello Stato durante l’esercizio delle proprie funzioni. Sono però altrettanto convinto che le accertate irregolarità debbano essere colpite con ancor maggior vigore dei semplici cittadini.

Comunque bravi, anzi bravissimi, i nostri deputati, quando si tratta di alimentare le folle per le loro rielezioni, purtroppo altrettanto bravissimi quando si tratta di “fare passare in sordina” qualcosa che non è a loro molto gradito, con la speranza, forse, di non far raggiungere il quorum utile alla validazione della consultazione referendaria.

 

Attenzione Gente,  “Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo”, e sarebbe immorale, privatizzare. E sul nucleare nessuno ha da ridire? Non solo dopo il disastro giapponese, ma già dopo quello di Chernobyl non si doveva più pensare al nucleare quale strumento “sicuro” di produzione energetica. Vero è che è la tecnologia più economica, vero è che si sono fatti passi da gigante sulla sicurezza, vero è però che ancora non si posseggono le competenze per “spegnere” i nuclei e le centrali. Attendiamo, se possibile, nuove tecnologie e intanto puntiamo sulle “alternative e rinnovabili” ma soprattutto sulla “ricerca”, unico e vero motore di sviluppo sociale ed economico. E’ con la ricerca e l’ingegno che l’uomo ha superato le più ardue difficoltà durate la sua permanenza sulla Terra.

 

Allora, pensiamo al futuro della “Terra” e presentiamoci tutti a fare le “veci” dei nostri deputati il 12 e 13 giugno prossimo per dire la nostra su questi argomenti. Diamo prova di maturità e, in queste circostanze, non pensiamo al bene del nostro partito preferito, ma agiamo in coscienza per i nostri nipoti e i nipoti dei nipoti.

 

ALLEGATI TESTIMONIALI

REFERENDUM: Le denominazioni sintetiche, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione a ciascuno dei quattro quesiti referendari dichiarati ammissibili:

•    a) referendum popolare n. 1 Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione;

•    b) referendum popolare n. 2 Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

•    c) referendum popolare n. 3 Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;
MODIFICATO DALLA CASSAZIONE (1° giugno 2011):
Titolo: Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.
Quesito: Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?
Comma 1: Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto resta sospesa l’efficacia delle disposizioni degli articoli da 3 a 24, 30, comma 2, 31 e 32 del decreto legislativo 15 febbraio 2010,n. 31 Comma 8: in sintesi, prevede entro un anno l’adozione della Strategia energetica nazionale (ndr).

•    d) referendum popolare n. 4 Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

 

“Rai e referendum: nuovo richiamo dell’Agcom La  Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle  comunicazioni, nella riunione del 30 maggio scorso, dopo un’interlocuzione  con  la Commissione parlamentare di vigilanza,  ha  ritenuto che la collocazione nei palinsesti dei messaggi autogestiti relativi ai referendum  del 12 e 13 giugno, finora attuata dalla Rai, non è conforme ai principi del  regolamento della Commissione sulla par condicio referendaria.  L’Autorità ha, pertanto, rivolto un richiamo alla concessionaria pubblica  affinchè  realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire  l’obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti. Nell’esercizio della sua funzione di vigilanza, l’Agcom, attraverso il  monitoraggio della programmazione, verificherà l’osservanza del richiamo,  nonché dell’invito già rivolto alla Rai ad incrementare l’informazione sui  referendum. In caso di inosservanza, adotterà i conseguenti provvedimenti  previsti dalla legge.

Fonte: Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

“Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo”
L’acqua appartiene più all’economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all’economia privata dell’accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza.
Mentre nel pas
sato l a condivisione dell’acqua è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l’accesso all’acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e col lettivo.
Il diritto all’acqu
a è una parte dell’etica di base di una buona società e di una buona economia.
E’ compito della società, nel suo complesso e ai diversi livelli di organizzazione sociale, garantire il diritto di accesso, secondo il doppio principio di corresponsabilità e sussidiarietà, senza discriminazioni di razza, sesso, religione, reddito o classe sociale. (tratto da Il MANIFESTO DELL’ACQUA a cura Comitato internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua – Lisbona)”

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