POMODORO DA INDUSTRIA: NEL NORD ITALIA PRODUZIONE IN CALO

Nel corso dell’Assemblea del Distretto del Pomodoro del Nord Italia, tenutasi nell’ambito della manifestazione Tomato World in campo a Gariga di Podenzano (PC), sono stati comunicati i dati ufficiali relativi ai quantitativi di pomodoro contrattati ed alle superfici effettivamente coltivate per la campagna 2011. 

Dall’analisi si riscontra una quantità totale contrattata (al 15 marzo 2011) di 2.741.690 tonnellate, a fronte di una superficie di 38.578 ha, corrispondente ad una resa di 71,1 t/ha. Dalla successiva verifica fatta al 30.06.2011, si è evidenziata una contrazione delle superfici realmente impiantate del 3,5% rispetto a quelle contrattate, e dell’8,3% rispetto alle superfici coltivate nel 2010. Se si considera inoltre la produzione media degli ultimi 5 anni e l’avverso andamento stagionale che ha colpito, nelle prime fasi di coltivazione, soprattutto gli impianti medio-precoci, si può stimare una riduzione complessiva della produzione tra il 12 e il 15% rispetto alla campagna 2010.

Per la filiera è sicuramente un dato positivo che dimostra la volontà, l’impegno e la coesione di tutti gli associati nel tentativo di riportare in equilibrio il mercato valorizzando al meglio la qualità e le peculiarità delle produzioni del territorio del Distretto. Ciò anche in considerazione della pesante situazione di mercato venutasi a creare in questi ultimi anni, soprattutto per il concentrato di pomodoro, pesantemente condizionato dalle crescenti importazione dai Paesi terzi ed in particolare dalla Cina.

A questo proposito il Distretto del Pomodoro ha espresso ancora una volta l’assoluta necessità di arrivare, nel più breve tempo possibile, all’approvazione di una norma europea che imponga l’etichettatura di origine con l’indicazione del luogo di coltivazione e di trasformazione della materia prima, in modo da poter valorizzare nella massima trasparenza per il consumatore, un prodotto ottenuto seguendo rigidamente i metodi di coltivazione integrata a tutto vantaggio della sicurezza alimentare e della salubrità, nel rispetto dell’ambiente e dei principi etici.

L’Associazione Distretto del Pomodoro da Industria – Nord Italia è costituita dai soggetti della filiera del pomodoro dell’Area Nord e ad oggi conta 61 Associati che rappresentano la quasi totalità del comparto produttivo. Per la parte agricola, partecipano le Organizzazioni dei Produttori, le OP di auto-trasformazione e le Organizzazioni Professionali. Per la parte industriale, partecipano le industrie Private di Trasformazione, le industrie Cooperative di Trasformazione e le Associazioni di categoria. Il Distretto è costituito anche da soci consultivi, ovvero da Enti pubblici, come le Province, le Camere di Commercio e i Centri di ricerca di riferimento del settore, che forniscono un prezioso contributo secondo le proprie competenze.

Le finalità che originariamente il Distretto si è posto sono quelle di promuovere forme di confronto, di collaborazione e coordinamento tra le parti coinvolte nella filiera, in particolare dopo l’avvenuto disaccoppiamento degli aiuti comunitari al settore, con lo scopo di rafforzare la competitività della filiera nel suo complesso, approcciando le nuove sfide del mercato  in modo compatto e coordinato.

Le posizioni comuni fin ora raggiunte riguardano l’approvazione del nuovo statuto e la definizione delle “regole condivise” che definiscono il comportamento degli operatori dalla campagna 2011.

L’Assemblea del Distretto del Pomodoro ha inoltre deliberato di richiedere il riconoscimento quale Organizzazione Interprofessionale interregionale ai sensi della legge Regionale dell’Emilia Romagna n. 24/2000 e della regolamentazione comunitaria in materia.

Il Presidente del Distretto Pier Luigi Ferrari, dopo l’approvazione del documento sulle “regole condivise” per la gestione della campagna del pomodoro 2011 ha dichiarato: “Con soddisfazione vediamo il proseguimento della attività del Distretto con l’obiettivo di essere il riferimento territoriale di qualità e competitività. Solo con una logica di coesione è possibile confrontarsi con le attuali logiche di mercato”.

 

FONTE: PROVINCIA DI PARMA

 

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