UE: negoziati sempre più difficili in tema lattiero caseario

I negoziati in corso tra il Consiglio e il Parlamento europeo sui contratti nel settore del latte e dei suoi derivati si sta rivelando più difficile del previsto. La quantità di punti motivo di conflitto, tra i quali i contratti obbligatori tra produttori e caseifici, è la conferma di quanto complicati siano i negoziati in corso sul settore del latte. In questi giorni, il Comitato Speciale Agricoltura (CSA) ha discusso il mandato da dare alla Presidenza del Consiglio per avviare le discussioni con il Parlamento Europeo (PE). La prossima riunione è in programma il 19 settembre.

I punti in discussione. Uno degli emendamenti più controversi è quello di rendere obbligatori in tutta l’UE i contratti tra produttori di latte e caseifici riportanti l’indicazione dei premi, la quantità da fornire e la durata. Al momento, sembra che in seno al Consiglio ci sia un’ampia convergenza circa la volontà di respingere questo emendamento parlamentare in quanto si preferirebbe lasciare agli Stati membri la decisione se prevedere o meno contratti obbligatori. La posizione del Consiglio non appare invece ancora del tutto chiara su altre questioni per le quali il PE ha presentato proposte di modifica. Si tratta, in particolare, dei diversi aspetti relativi le forniture di prodotti di qualità (DOP e IGP) e la lunghezza dei contratti. Le posizioni degli Stati Membri sono al riguardo molto diverse.

Le proposte della Commissione circa il potere negoziale dei produttori hanno quale obiettivo quello di consentire alle Organizzazioni di Produttori (OP) di negoziare collettivamente le varie clausole contrattuali con i caseifici a nome di tutti o alcuni dei loro associati. Al fine di mantenere una concorrenza leale ed efficace, sono stati imposti alcuni limiti quantitativi. Nella proposta iniziale, la quantità era limitata al 3,5% della produzione totale dell’UE o al 33% della produzione totale nazionale di qualsiasi Stato Membro coinvolto nei negoziati. La Commissione Agricoltura del PE ha invece suggerito il compromesso del 3,5% del mercato UE e il 40% della produzione totale nazionale. Un emendamento del PE propone di consentire agli Stati membri la cui produzione risulta essere inferiore a 500.000 t di aumentare la percentuale di produzione nazionale al 75% (ciò vale solo per il Lussemburgo, Cipro e Malta).

Altri punti in discussione al CSA. Delega alla Commissione per le OP. Si tratta di un emendamento del PE inteso a garantire che la Commissione possa adottare misure speciali per evitare che le OP vengano penalizzate se superano la soglia del 33% in un solo anno. Questo emendamento non dovrebbe creare alcun problema per gli Stati Membri. Impatto del regolamento sulle cooperative. Paesi come l’Olanda, che hanno un sistema molto sviluppato di cooperative, hanno chiesto di non essere inclusi nell’ambito di applicazione del regolamento. La Commissione Agricoltura del PE chiede invece che le cooperative rientrino nella normativa. Scopo del testo dovrebbe essere quello di dare agli Stati Membri una maggiore flessibilità in applicazione del regime alle cooperative.

(Fonte Veneto Agricoltura Europa)

 

 

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