“PARMIGIANO” – CONFERMATO: FA BENE AI BIMBI

NEL PARMIGIANO-REGGIANO DIMOSTRATA LA PRESENZA DI OLIGOSACCARIDI POTENZIALMENTE UTILI AI BATTERI INTESTINALI DEI LATTANTI. UNA DOCUMENTAZIONE DISTRIBUITA AL CONGRESSO DEI PEDIATRI DELLA SIPPS RIUNITI A MILANO

 

Reggio Emilia, 15 settembre 2011 “Aiutami a crescere”, chiede il bimbo. “E io ti aiuto tanto…”, risponde il Parmigiano-Reggiano. Questo immaginario siparietto rappresenta una situazione reale. Il Parmigiano-Reggiano può aiutare i bambini nella loro crescita. Lo sanno, in modo istintivo, le mamme che da generazioni lo danno da mangiare ai loro figli  in pezzi o sciolto nella minestra. Ma ora si hanno delle informazioni in più anche dal punto di vista scientifico. Non a caso, fedele alla sua missione, il Parmigiano-Reggiano non mancherà all’appuntamento “Aiutami a crescere”, che è il tema del XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) che si tiene a Milano dal 15 al 17 settembre. Infatti, oltre ad esser ricco di proteine, calcio, minerali e vitamine, ora il Parmigiano-Reggiano vanta qualche freccia in più per l’arco dei genitori e dei pediatri. O meglio, le frecce c’erano già, ma non si conoscevano fino in fondo, e sono alcuni  “oligosaccaridi” in grado  di svolgere un ruolo di fondamentale importanza sullo sviluppo della “flora bifidogena” nel neonato e nel lattante. Gli oligosaccaridi, presenti in grandi quantità nel latte umano, rappresentano infatti il prototipo dei prebiotici.

Già negli anni ’80, in seguito agli studi condotti sulla terapia dietetica delle enteriti acute su un’ampia casistica presso la Clinica Pediatrica dell’Università di Modena, il Prof. Olivi prospettò l’ipotesi che i migliori risultati ottenuti nei piccoli pazienti dall’impiego del Parmigiano-Reggiano rispetto alle diete tradizionali fossero da collegarsi alla presenza in esso di un “fattore bifidogeno”, dotato di specifica attività prebiotica. Anche recentemente sono stati evidenziati risultati decisamente positivi studiando l’impiego di una dieta contenente Parmigiano-Reggiano nel trattamento di lattanti affetti da diversi tipi di patologia gastroenterica, in cui è stato ipotizzato che un ruolo importante fosse legato sia alla bassa quantità di lattosio in esso contenuto sia ad suo possibile effetto prebiotico.

Un altro studio, condotto dal Prof. G.V. Coppa dell’Università Politecnica delle Marche, ha  evidenziato la presenza di oligosaccaridi nel Parmigiano-Reggiano, che invece mancano nel latte vaccino di partenza. Di conseguenza la loro presenza nel prodotto finito è da collegarsi alla azione dei processi fermentativo-digestivi che, nelle diverse fasi della lavorazione del prodotto, che coinvolgono anche la lunga stagionatura, potrebbero portare alla sintesi di nuove molecole oligosaccaridiche.

“I nostri risultati, oltre a confermare la totale assenza di lattosio – ha affermato il prof. Coppa per la prima volta dimostrano la presenza nel Parmigiano-Reggiano di una consistente quota di oligosaccaridi, composti che costituiscono il razionale biochimico di un effetto prebiotico in grado di favorire lo sviluppo della “flora bifidogena” intestinale”.

I medici pediatri che partecipano al congresso della Sipps, inoltre, troveranno nella cartella e negli atti un’approfondita scheda di sintesi della ricerca, redatta dal prof. Coppa, grazie all’intervento del Consorzio che è tra gli sponsor della manifestazione.

FONTE CONSORZIO TUTELA PARMIGIANO REGGIANO

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