Terza Pagina: la crisi e il consumatore. Un pollo da spennare?

Il primo di ottobre, almeno per molti di quelli della mia età, non era la giornata più felice: iniziava la scuola, dopo una lunga pausa estiva. Probabilmente per coloro che siedono sugli scranni di Montecitorio, è un ricordo così traumatico che hanno ben pensato di celebrare quella ricorrenza. A pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova aliquota IVA al 21% ecco che il Gas (quello che tra pochi giorni faremo scorrere nei cannelli delle stufe per riscaldarci, aumenta del 5,5%. Un regalo però ce l’hanno fatto; non è aumentata la bolletta della corrente elettrica. E’ quanto emerge dalla rilevazione trimestrale dell’Autorità per l’energia. A pesare sui rincari per il gas sono l’aumento del prezzo del greggio e l’incremento dell’Iva. Non sarebbe tanto se già non vi fossero forti segnali di difficoltà da parte dei consumatori o meglio dei cittadini che a gran passi stanno perdendo potere d’acquisto e pressati, come sono, dagli incrementi dei costi. Infatti, Un cittadino su quattro riscontra difficoltà nell’acquisto di generi alimentari mentre il 40% dichiara di non riuscire a sostenere le spese mediche. E’ quanto emerge dal sondaggio condotto da Cittalia-Anci ricerche, in collaborazione con Swg, sulla percezione che i cittadini hanno della crisi economica, presentato oggi nella sede dell’Associazione nazionale dei comuni a Roma. Per la maggioranza degli intervistati la fatica maggiore riguarda il pagamento delle bollette e delle spese inerenti alla casa (mutuo, affitto, condominio). Le rinunce principali operate in un’ottica di risparmio rispetto all’anno precedente, si sono quindi concentrate sui consumi energetici sugli acquisti, le spese per vacanze e tempo libero. Rispetto al 2009, non solo aumentano coloro che sostengono di sentirsi piu’ poveri, in difficolta’ ad arrivare alla fine del mese (63% nel 2011 contro il 57%. A ciò si aggiunga il sensibile calo di potere d’acquisto che, stando all’ISTAT, nel secondo trimestre del 201, – il rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile, e’ stata pari all’11,3%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2010.

– Il potere di acquisto delle famiglie e’ diminuito dello 0,3% rispetto al secondo trimestre del 2010 e dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

– Il reddito disponibile e’ infatti aumentato del 2,3% rispetto al 2010 (dello 0,5% rispetto al trimestre precedente) a fronte di una spesa per consumi aumentata del 3,7% (+0,9% rispetto al trimestre precedente).
Il tasso di’investimento delle famiglie e’ stato pari all’8,9%, piu’ basso di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e invariato rispetto al secondo trimestre del 2010.

Sembra quasi che il cittadino abbia perso di personalità e lo si associ al solo ruolo di consumatore, sul quale, si possa e si debba infierire per spennarlo come un pollo e come tale considerarlo. Basti pensare che, alcuni istituti di credito, stanno promuovendo dei “semplici” prodotti finanziari a interessi molto interessanti, addirittura superiori al 7% garantito per i primi 2 anni, “scommettendo” sul fatto che il titolo azionario  di una determinata Banca non scenda oltre il 10%. Orbene, ma cosa succede se il titolo perde oltre il 14% ? Ebbene succede che il “consumatore” porta a casa il 14% d’interessi attivi ma il capitale iniziale è stato eroso della perdita rilevata all’atto di vendita. Non mi sembra proprio il caso di scommettere sulle banche proprio in questo periodo, dove le loro perfomance sono negative a quasi ogni apertura di Borsa ; alcuni istituti hanno visto ridursi il loro valore di ben otre il 50% (Unicredit era 2,7 qualche anno fa e ora varia da 0,66 a o,89). Una firma sul modulino e il cittadino si trasforma immediatamente in “consumatore” ossia quello che consuma il proprio patrimonio.

Per concludere, come si può continuare ad avere fiducia in un sistema bancario che per fare cassa oggi (ne hanno bisogno come l’uomo ha necessità dell’ossigeno) sono disposti a fare i giochetti da autostrada con le tre campanelle? Quale è la morale che governa le imprese finanziarie? Chi autorizza l’emissione di prodotti promozionati con messaggi così opachi?

In compenso, qualcuno vorrebbe mettere il “bavaglio” a chi, queste cose, le denuncia.

No comment!

 

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