EDITORIALE: Eurolandia o Fantasilandia?

 “Default della Grecia, una opzone possibile”, “Crisi del debito.UBS: insolvenza <inevitabile> per la Grecia”, “Mercati Borse in frenata, timori su banche e debiti”, “Gestori, ottimismo condizionato”. 

Questi alcuni dei “titoli” comparsi tra il 13 e il 14 ottobre scorsi. Un incalzare di informazioni negative e catastofistiche immediatamente confermate dalle reazioni dellle Borse e dalle intimidazioni delle agenzie di rating che, proprio in queste ore,  hanno prima declassato nuovamente il rating italiano, poi è stata la volta della Spagna quindi per concludere hanno dicharato di avere posto sotto osservazione diverse banche europee.

In sintesi la settimana è stata caratterizzata dal taglio del rating della Spagna, dalla notizia dell’incremento dell’inflazone cinese mentre in Asia le commodities sono scese di valore e in europa le banche sono in tensione.

Nessuno vuole immaginarsi quali potrebbero essere gli effetti di una grande crisi mondiale generata, molto probabilmente, dalla caduta dell’Euro. E si, perchè se la Grecia esce da eurolandia, il passo successivo è per la Spagna e per l’Italia. Quest’ultima non è la Grecia, però, è una delle più importanti economie inustriali dell’UE e del mondo. Il ritorno alla “lira” per l’Itlia vorrebbe dire la alienazione della moneta unica europea. Certo, l’asse Franco-Tedesco potrebbe ancor più consolidarsi e al tempo stesso isolarsi con una loro moneta unica, l’euro” appunto.

Intanto le tensioni sociali cominciano ad essere esportate dalla Grecia a tutti i paesi occidentali e gli “indignados” affiancati dai “black block” hanno messo a ferro e fuoco Roma urlando contro i poteri finanziari di tutto il mondo rei secondo loro, dello stato attuale delle cose.

Se il peggio dovesse accadere, cosa sarà dei risparmi delle famiglie? Difficile immaginarlo. Intanto sul fronte domestico si litiga per la fiducia al Governo invece di sotterrare l’ascia di guerra e impostare “responsabilmente” una strada d’uscita “parlamentare” alla crisi italiana. Come sarebbe bello se Berlusconi, Bossi, e Bersani dichiarassero, tutti e tre insieme, a reti unificate, che stanno lavorando a un progetto “italiano” per fronteggiare la crisi e per porsi a capo di una coalizione mediterranea per ricollocare l'”EURO” all’altezza che gli è consona.

Ma questa è “Fantasilandia”  non “EUROLANDIA”

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