Editoriale: ecofin verso il default strutturato della Grecia. e l’euro che fine farà?

Concitati incontri dei massimi organi di governo UE si stanno succedendo a Brussels da ieri, 22 ottobre, e fino al prossimo mercoledi per contrastaree la più grave crisi che abbia mai colpito l’europa unita. Le indiscrezioni che  avevamo anticipato nelle ultime settimane, stanno venendo alla luce e concretizzando. 

Nella riunione di ieri dell’ECOFIN, il consiglio dei ministri economici dell’UE, ha deciso di svalutare i titoli di Stato Greci nel portafoglio delle banche del 50%. Quindi dalla primaria ipotesi (21 luglio 2011) del 21% si è giunti al 50% del loro valore. In questo modo il debito pubblico del Paese ellenico scenderebbe al 120% del PIL entro il 2020.

Ma la soluzione definitva è ancora lontana a venire. Francia e Germania incalzano incontri su incontri. La Francia, ormai anch’essa nella zona “rossa” dopo il “Ko” della banca DEXIA, rischia il declassamento e vorrebbe un intervento centrale UE “salvabanche” (le sue ovviamente) e la Germania, forte di una moneta “granitica” contrasta l’ipotesi Sarkozy spalleggiata da Austria e Olanda, preferendo l’ipotesi d’inaprimento delle sanzioni ai Paesi Indebitati. 

A tale proposito vorrei fare un passo indietro sulla Banca DEXIA.

Estate 2011. Si sente la necessità di rifare gli stress test. Si disse che “SI FARANNO SERI”. Il risultato fu che furono “bocciati 8 Istituti Bancari: le greche Atebank ed Eurobank, l’austriaca Volksbanken e le spagnole Caja 3, Banco Pastor, Catalunya Caixa, Unnim e Cam. Le otto banche bocciate devono raccogliere 2,5 miliardi di euro di nuovo capitale presentando un piano entro il 15 ottobre per riportare il Core Tier 1sopra il 5% entro fine anno. Ma non si vede il Nome di DEXIA tra le banche! 

Per quale ragione avrebbe dovuto esserci una banca con utili come quelli dichiarati? 

E’ successo che la banca Dexia, con forte capitale pubblico, ricordiamolo, aveva investito il 39% del suo portafoglio in obbligazioni Made in Greece. Ebbene si, bond greci. Tutto qui? Ma assolutamente no. Infatti si è venuto a scoprire che la banca era anche carica di MBS, CDO, ABS e tutta una serie di quelle obbligazioni che hanno reso celebre il default di Lehman Brothers (ve li ricordate i mutui subprime?), che Dexia aveva in portafoglio e che non erano MAI state svalutate. (fonte Intermarket and More)

L’8 di ottobre scorso, quando ormai era impossibile tenere a galla e coperto il problema “Dexia”, il Governo Belga ha deciso la sua Pubblicizzazione dell’Istituto al fine di salvare il salvabile. Con buona pace anche dei risparmiatori italiani (Banca Popolare dell’emilia Romagna, Banca Popolare di Miano e Banco Popolare detengono il 10% cad del capitale di DEXIA CREDIOP, ovvero la controllata che riesce a fare ancora utili. Ora il il rischio passa al Belgio in forza di un potenziale declassamento del debito pubblico.

Il Caso Dexia è l’ennesimo ecclatante esempio di come nella UE ci siano Paesi si serie A e Paesi di serie B. Ma nache di come la trasparenza sia un opzional. Vediamo come andrà a finire. Svaluteranno il debito della Grecia oltre il 60%? si smembrerà l’Eurozona? E la Germania con la sua moneta extraforte riuscirà, in seguito,  ad esportare ancora qualcosa? La matassa è veramente intricata e per di più non sembra che ci sia nessuno d’accordo su niente.

Di Virgilio

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