Agricoltura, Gardini (Fedagri): “È il momento per un patto tra produzione, distribuzione e politica”


Agli Stati Generali del Latte di Cremona appello alla coesione per riavviare la trattativa sulla Pac, la cui prima bozza non risponde alle aspettative italiane e non corrisponde al modello di agricoltura nazionale.

Cremona, 29 ottobre 2011 – “È il momento di stringere un patto tra produzione, distribuzione e politica, tenendo presente che le regole che valgono per le imprese devono valere anche per la rappresentanza, quindi basta infingimenti, è l’ora di una sinergia per fare fronte comune a Bruxelles e indicare un percorso di azione alle imprese agricole con l’obiettivo di tutelare la loro redditività”. Lo ha affermato il presidente di Fedagri-Confcooperative, Maurizio Gardini, intervenuto agli Stati Generali del Latte a Cremona rivolgendosi al ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano.

“A fronte del drammatico calo dei consumi causato dalla contrazione del potere d’acquisto dei cittadini che si protrarrà anche nei prossimi 4-5 anni – ha aggiunto Gardini – dobbiamo guardare verso altri orizzonti, verso i mercati esteri e in questa direzione la politica comunitaria deve elaborare misure che sostengano progetti di internazionalizzazione, a differenza di quanto proposto nella bozza recentemente presentata dal Commissario Ciolos che non risponde al modello di agricoltura italiana”.

Stando ai contenuti della prima bozza dell’accordo sulla Politica Agricola Comune, secondo Fedagri, gli obiettivi sono ancora lontani e il negoziato si preannuncia difficile, ma la cooperazione agricola, fa sapere Gardini “non farà mancare le sue proposte e le sue richieste in materia di semplificazione burocratica, rispetto delle regole e sul pacchetto latte”.

“In questo momento storico, pensando solo alla vendita diretta ci si dimentica che da quel canale deriva solo il 6% del reddito – ha sottolineato il presidente di Fedagri – sono altri gli interventi da mettere in atto, primo tra tutti un aumento dimensionale delle imprese che non deve essere interpretato come un desiderio di gigantismo ma deve essere visto nell’ottica di un incentivo all’aggregazione per accedere ai mercati stranieri, dove si può ancora crescere, sia nel settore lattiero caseario che in altri comparti dell’agricoltura, per questo guardiamo con attenzione al tavolo per l’internazionalizzazione varato dal governo”.

Il ministro delle Politiche Agricole ha accolto con favore le proposte lanciate da Gardini sulla coesione necessaria ad elaborare proposte comuni in sede comunitaria e sulla necessità di elaborare politiche che indirizzino “il vero made in Italy all’estero”. Inoltre, il ministro Romano ha sottolineato come “solo un documento unitario ci darà la forza di riavviare una trattativa seria che non dia la possibilità al Commissario Ciolos di giocare sulle nostre divisioni”.

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FONTE: FEDAGRI

 

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