GRANA: nessuna variazione di rilievo sui mercati all’origine

I prezzi medi all’origine dei due prodotti guida nazionali non hanno mostrato sostanziali variazioni rispetto alla 44° di calendario. L’andamento per i due formaggi duri a denominazione può definirsi sostanzialmente stabile, anche se nel corso della settimana le quotazioni del Parmigiano Reggiano hanno visto ridursi il proprio valore sia a Modena (limitatamente al valore massimo), che a Parma con diminuzioni di 5 centesimi al kg., circoscritti però alla sola produzione 2010.

Per il Grana Padano non si sono mostrate variazioni di prezzo rispetto alla precedente ottava, con quotazioni confermate per tutte le varietà.

Nonostante gli scambi, durante quest’ultima ottava abbiano registrato qualche rallentamento, sono stati giudicati dagli operatori del settore ancora nella norma.

10,60 10,70 11,15 10,80 .

Gli ultimi dati produttivi diramati del Consorzio per la Tutela del formaggio Gorgonzola riguardanti il mese di ottobre, indicano un aumento del numero di forme prodotte rispetto allo stesso mese dell’anno precedente pari all’11,9%. Per quanto riguarda il cumulato gennaio-ottobre 2011 su gennaio-ottobre 2010 il dato produttivo è anch’esso in crescita del 4,8%.

In merito alle dinamiche di mercato di questo formaggio erborinato, a fronte di una certa staticità dei consumi interni la buona tenuta della domanda estera, soprattutto da parte dei paesi UE, ha fatto sì che il trend dei prezzi all’origine non abbia subito oscillazioni al ribasso. Nel corso di questa settimana, dopo un lungo periodo di stabilità si è avuto un segnale di cedimento nelle quotazioni di tutte le materie grasse. Nello specifico, lo zangolato su Reggio Emila e Mantova vede intaccare di 5 centesimi il proprio valore, riportando così le quotazioni sui valori dello scorso anno.

Della stessa entità sono state le flessioni per i burri, su tutte le principali piazze monitorate, ad eccezione del burro pastorizzato a Cremona, l’unico a vedere confermati i propri listini.

Gli altri prodotti caseari non hanno mostrato particolari scostamenti, da segnalare solo una nuova flessione della crema di latte a Milano (-2% rispetto alla settimana precedente) e lievi ritocchi al rialzo nei listini dell’Asiago Pressato sui centri di scambio di Thiene e Milano dove raggiunge una quotazione media intorno ai 4,80 euro/kg.

Sempre sul centro di scambio di Milano, si sono palesati aumenti per il siero di latte e il latticello per uso zootecnico rispettivamente pari al +5,3% e +8,3%, a fronte di una maggiore domanda da parte degli allevatori.

FONTE ISMEA

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