Terza Pagina: La riforma sotto l’albero

Terza Pagina: La riforma sotto l’albero


L‘Ordine dei Giornalisti resta ma dovrà essere riformato entro il 13 agosto 2012 con la perdita del potere deontologico e con la modifica della posizione degli iscritti che non hanno fatto il praticantato e sostenuto l’esame di Stato. Così è stato deciso nell’ultima versione del 15 dicembre 2011 (definitiva o ancora modificabile?) della “manovra Monti” approvata dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il nuovo testo “aggiusta” il precedente articolo 33 che parlava “di soppressione di limitazioni all’esercizio di attività professionali”.

Il linguaggio è in stile burocratese comunque più esegeti sono concordi nell’individuarne i seguenti punti fermi. La riforma del prossimo 13 agosto 2012 (con decreto del Presidente della Repubblica) dovrà seguire obbligatoriamente le indicazioni contenute nel decreto legge 13 agosto 2011 “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello stesso 13 agosto 2011, numero 188, e convertito in legge il 14 settembre 2011, n.148).

Inoltre dovrà aderire al contenuto della Legge di stabilità n.183 del 12 novembre 2011 sulla riforma degli ordini professionali e società tra professionisti (articolo 10). In definitiva (sempre stando all’interpretazione più autorevole diffusa) entro la prossima estate dovranno essere presi provvedimenti per i quali l’Ordine dei Giornalisti:
a) perderà il potere d’intervento sanzionatorio deontologico che dovrà successivamente passare ai nuovi Consigli di Disciplina;
b) non potrà più iscrivere i giornalisti che non abbiano fatto il praticantato e non siano stati sottoposti all’esame di Stato (gli attuali iscritti potrebbero – ma è solo un’ipotesi – confluire in un elenco ad esaurimento sul presupposto che il titolo, benché non sia abilitante all’esercizio della professione di giornalista, non si può togliere a chi lo ha già conseguito);
c) si occuperà invece dell’esame di Stato, della formazione continua permanente, della disciplina delle società tra professionisti (Stp), della pubblicità informativa e delle polizze assicurative per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale.

Se entro il 13 agosto del 2012 la riforma non sarà ancora varata saranno abrogati in via automatica gli articoli della legge 69/1963 che riguardano i procedimenti disciplinari e il potere di infliggere le sanzioni nonché le norme sulla iscrizione dei pubblicisti.

Sulla vigilanza deontologica si prospetta un possibile vuoto in attesa dell’ entrata in funzione dei nuovi Consigli di disciplina.

PER SEGUIRE LA CRONOLOGIA LEGISLATIVA IN ATTO RIPORTIAMO ORA I PUNTI SALIENTI DEI PROVVEDIMENTI CHE STANNO MODIFICANDO LA NOSTRA (E LE ALTRE) PROFESSIONI

1. Legge di stabilità n.183 del 12/11/2011. Art.10. (Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti) 1. «Con decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.400, gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati….».

2. «5-bis. Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali sono abrogate con effetto dall’entrata in vigore del regolamento governativo”……..

Via dunque le norme della legge professionale del 1963 che non osservino le indicazioni contenute nel decreto del 13 agosto 2011 che riassumiamo nei punti salienti.

D.L. 13 agosto 2011 – Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo (Pubblicato nella Gazz. Uff. 13 agosto 2011, n.188. Convertito in legge 14 settembre 2011, n.148).

Titolo II – Liberalizzazioni, privatizzazioni ed altre misure per favorire lo sviluppo.

Art. 3. Comma 5

a) fermo restando l’esame di Stato di cui all’articolo 33, quinto comma, della Costituzione per l’accesso alle professioni regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza….

b) previsione dell’obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali…La violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale che dovrà essere integrato con tale previsione…..

c) la disciplina del tirocinio per l’accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l’effettivo svolgimento dell’attività formativa e il suo adeguamento costante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Al tirocinante dovrà essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto…

d) il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale…

e) a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale…

f) gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l’istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l’istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina. La carica di consigliere dell’Ordine territoriale o di consigliere nazionale è incompatibile con quella di membro dei consigli di disciplina nazionali e territoriali….

Queste le indicazioni generali che, se attuate e applicate (ma ci sarà volontà e tempo?) minacciano di rivoluzionare la nostra professione con prospettive che pongono pressanti interrogativi sul futuro dei pubblicisti (in riferimento all’esame di Stato). E soprattutto sulla minacciata soppressione dell’autogoverno deontologico ( delegato ad organi esterni al Consiglio). Unico dato positivo: l’obbligatorietà della formazione permanente e continua.

Su queste tematiche abbiamo aperto un dibattito sul nostro giornale cartaceo che è in fase di stampa.

 

(20 dicembre 2011)

 

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