Manovra: Imposta di bollo su conti correnti e strumenti finanziari

Manovra: Imposta di bollo su conti correnti e strumenti finanziari


Sintesi delle modifiche. L’articolo 19 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011 (di seguito Decreto), convertito nella Legge 22 dicembre 2011, n. 214. modifica in maniera radicale l’imposta di bollo. 

Imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai conti correnti

• Viene introdotta una soglia di esenzione dall’imposta, relativamente agli estratti di conto corrente intestati a persone fisiche, qualora la giacenza media nell’anno non sia superiore a € 5.000; 

• È aumentata da € 73,80 a € 100, su base annua, l’imposta dovuta per gli estratti di conto corrente intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche. 

Imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai depositi titoli e agli altri strumenti finanziari

• Sono modificate le modalità di applicazione dell’imposta di bollo dovuta sulle comunicazioni relative ai depositi titoli, non più dovuta per scaglioni in base ai saldi dei depositi titoli, come definita recentemente dall’art. 23, comma 7, del D.L. 98/2011, bensì in misura proporzionale sul valore di mercato dei titoli in deposito;  

• E’ estesa l’applicazione dell’imposta di bollo di cui al punto precedente a tutti i prodotti e strumenti finanziari, indipendentemente dall’obbligo di deposito e/o di rendicontazione; 

• Dal 1° gennaio 2012 l’aliquota applicata sarà pari allo 0,10% annuo e allo 0,15% a decorrere dal 1° gennaio 2013, con minimo di euro 34,20 per prodotto e , per il solo anno 2012, un massimo di euro 1.200. 

Decorrenza

Le modifiche sopra riportate saranno in vigore dal 1° gennaio 2012 e si applicheranno a valere sulle comunicazioni inviate alla Clientela in relazione a posizioni ed operazioni in essere ed effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2012. 

Ne consegue che alle comunicazioni relative agli estratti conto titoli in essere al 31 dicembre 2011 si applicano le disposizioni previste dal citato  D.L.  98/2011 e cioè, su base annua:

• Saldo del deposito titoli inferiore a euro 50.000: euro 34,20 persone fisiche (euro 73,80 altri soggetti); 

• Saldo del deposito titoli compreso fra 50.000 e euro 149.999: euro 70, persone fisiche (euro 109,60 altri soggetti); 

• Saldo del deposito titoli compreso fra euro 150.000 e euro 499.999: euro 240,00 persone fisiche (euro 279,60 altri soggetti); 

• Saldo del deposito titoli pari o superiore a euro 500.000: euro 680 persone fisiche (euro 719.60 altri soggetti). 

Estratti conto inviati dalle banche ai Clienti

L’art. 19 del Decreto ha modificato il comma 2 bis dell’art. 13 della tariffa, stabilendo che l’imposta di bollo applicabile agli estratti conto inviati dalle banche ai Clienti, ai sensi dell’art. 119 del decreto legislativo n. 385/1993, è pari a 34,20 € per ogni esemplare con periodicità annuale. Se il Cliente è un soggetto diverso da persona fisica si applica l’importo pari a 100,00 €. 

L’imposta di bollo sui conti deposito vincolati non subisce alcun aggravio, essendo confermata l’imposta di bollo pari a euro 1,81 per ogni comunicazione periodica inviata alla Clientela.

Regole di applicazione

• L’estratto conto si considera in ogni caso inviato almeno una volta nel corso dell’anno, anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione; 

• Se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato; 

• Se il Cliente è persona fisica, l’imposta di bollo non è dovuta quando il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto è complessivamente non superiore a 5.000,00 euro. 

Comunicazioni alla Clientela relativa ai depositi titoli e agli strumenti  finanziari 

L’art. 19 del D.L. 201 ha modificato il comma 2-ter dell’art. 13 della tariffa, stabilendo che l’imposta di bollo deve essere applicata dalle banche, da Poste Italiane e da altri intermediari finanziari, quali compagnie di assicurazione o società di gestione del risparmio, sulle comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ad esclusione dei fondi pensione e fondi sanitari. 

Come sopra riportato, la nuova norma prevede che l’imposta sia determinata in misura proporzionale e non più quindi per scaglioni. In particolare, a partire dal 1° gennaio 2012 l’aliquota applicata sarà pari allo 0,10% annuo e allo 0,15% a decorrere dal 1° gennaio 2013. 

L’imposta sarà dovuta nella misura minima di euro 34,20 per singolo rapporto e limitatamente all’anno 2012 nella misura massima di euro 1.200,00.

Tale modifica varrà anche con riferimento ai depositi titoli, per i quali viene meno l’esenzione da imposta qualora il valore nominale o di rimborso del complesso dei titoli posseduti presso ciascun intermediario è pari o inferiore a 1.000 euro. 

Perimetro di applicazione – categorie di titoli e strumenti finanziari rilevanti 

L’imposta di bollo viene applicata sul valore di tutti gli strumenti finanziari, indipendentemente dal fatto che siano o meno inclusi nel deposito titoli e indipendentemente dall’obbligo di rendicontazione. 

Si applica

• Con riferimento ai titoli in deposito, quali ad esempio: 

o Azioni; 

o Obbligazioni e titoli similari; 

o Titoli di Stato; 

o Derivati cartolarizzati (c.d. certificates); 

• Ai certificati di deposito; 

• Ai fondi comuni di investimento mobiliari e immobiliari; 

• Ai pronti contro termine; 

• Alle polizze vita: 

o Di ramo III (Unit ed Index linked), con esclusione delle forme pensionistiche complementari; 

o Di Ramo V, di capitalizzazione. 

 

Non si applica 

In base al dettato letterale della norma, e in assenza di chiarimenti:

• Ai conti depositi (sia importi non vincolati sia importi vincolati); 

• Alle polizze vita di ramo I. 

Regole di applicazione:

• Ai fini della determinazione del tributo si assume il valore di mercato dello strumento finanziario, in assenza il valore nominale o il valore di rimborso; 

o L’applicazione del criterio di valorizzazione “al mercato” si ritiene applicabile anche ai titoli in “default”, con evidenti benefici rispetto all’attuale formulazione della norma, che ammetteva come valore il valore nominale; 

o In generale, viene quindi meno il costo di acquisto come criterio di valorizzazione, rilevante invece per la determinazione dell’imposta di bollo dovuta sulle comunicazioni relative ai depositi titoli, in essere  fino al 31 dicembre 2011. 

• L’importo dell’imposta è determinato in funzione della periodicità di emissione della comunicazione (mensile, trimestrale, semestrale, annuale); in altri termini, se  le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato; 

• La comunicazione relativa agli strumenti e ai prodotti finanziari, anche non soggetti all’obbligo di deposito /rendicontazione, si considera in ogni caso inviato almeno una volta nel corso dell’anno, nonché alla chiusura del rapporto, anche nel caso in cui non sussista un obbligo di invio o di redazione. 

Virgiliio

 

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