Terza Pagina: 2012 anno bisesto anno funesto. Non ci resta che piangere?

Terza Pagina: 2012 anno bisesto anno funesto. Non ci resta che piangere?


Il 2011 si e’ “finalmente” concluso. Un anno pesante per tutti, privati e imprese. Pesante ancor più a causa del pessimismo diffuso da tutti, o quasi, i nostri rappresentanti politici ma ben sostenuti dalla stampa. Emozioni pessimistiche che si sono rimbalzate schizzofrenicamente al tempo di ” spread”. Questo sconosciuto indicatore di “benessere” balzato alla ribalta dal marzo 2011 ha accompagnato per il resto dell’anno la nostra vita quotidiana e ha avuto ala forza di “sconfiggere” il Berlusconismo, di fare quello che minoranza e “traditori” non erano ancora riusciti: sfiduciare il Governo Berlusconi e spianare la strada ai tecnici di Monti.

Ma lo spread non e’ sceso come tutti si aspettavano e naviga ancora sulla soglia dei 500 punti. Nel frattempo, le banche, hanno ottenuto finanziamenti a 1% dalla BCE e anziché ridistribuire sulle imprese il liquido europeo hanno continuato a tirare i remi in barca lasciando le imprese nella tempesta. Il carburante dello sviluppo economico sociale e’ stato destinato alla copertura degli sbilanci degli istituti di credito senza che alcuno battesse ciglio. Intanto, invece, il cittadino viene vessato, i suoi conti correnti messi ai raggi X con buona pace della privacy e le piccole imprese che si arrabattano e se qualche onesto imprenditore non ce la fa più arriva al suicidio. E no, questo non e’ lo Stato che sognavo, quello che non difende i deboli e non perseguita i disonesti.

Il 2012 si e’ aperto, borsisticamente parlando, non troppo diversamente dal precedente. Anzi qualcosa di diverso e’ accaduto, Per la prima volta nella storia, Berlino ha collocato i suoi titoli a breve per 3,9 miliardi ad un tasso negativo dello 0,0122%.  Ciò vuol dire che gli investitori deciso di scegliere la strada della sicurezza a svantaggio del rendimento. Oltre a non essere un buon segnale finanziario, risulta un ottimo investimento per la Germania che oltretutto si finanzia dal suo debito. Un paradosso che la dice lunga sulla sperequazione all’interno di eurolandia. Ma quel che e’ peggio viene dal fatto che le banche europee, italiane comprese, preferiscono ‘parcheggiare’ i fondi ottenuti dalla BCE in porto tedesco invece di favorire le riprese economiche delle imprese nazionali.

No così non va proprio! Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2012 non potra’ che rivelarsi funesto come vuole la leggenda popolare a riguardo degli anni bisesti.

 Lamberto Colla

 

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