Terza Pagina:  I Governi sono ancora Sovrani? Le Agenzie di rating e il futuro dell’europa.

Terza Pagina: I Governi sono ancora Sovrani? Le Agenzie di rating e il futuro dell’europa.


Non si può certo dire che il 2012 sia iniziato con i migliori auspici. S&P ha tagliato il rating a ben 8 Stati della UE e, soprattutto in conseguenza del declassamento della Francia, anche il Fondo Salvastati (garantito per l’80% da Francia e Germania) è stato declassato. In questo baillame l’Italia è stata declassata in un sol colpo di 2 gradini, precipitando in “B” ovvero in quella zona rossa di rischio NON AFFIDABILITA’.

E intanto la Grecia continua a negoziare con i Creditori il taglio del debito sovrano, non più al 50% come ipotizzato nello scorso Luglio, bensì un più pesante 75%. Gli analisti stimano che marzo sia il periodo di più probabile default ellenico e la conferma dell’imminenza viene dal rendimento del BOND che a luglio registrava un mostruoso 40%  e in questi giorni, riferisce BLOOMBERG, è schizzato al 317%. E’ Bancarotta, quindi, per la Grecia.

Ma che sarà del resto d’Europa? Italia, Spagna, Portogallo, Belgio e Irlanda accetteranno la proposta Franco-Tedesca di imporre restrizioni finanziarie e le conseguenti sanzioni ai paesi che non rientrino nei rigidi parametri proposti? Molto probabilmente NO. Alcuni per l’impossibilità reale di rientrare nei parametri entro pochi anni, altri,  avrebbero ogni incentivo per abbandonare l’euro e riprendere a stampare moneta locale con conseguenze inimmaginabili per tutta la zona euro e non solo per questi ultimi Paesi.

Sacrifici sono stati richiesti a noi italiani per entrare nell’euro, basti ricordare i prelievi sui conti correnti e l'”una tantum” e l’altra miriade di balzelli che, per anni i nostri governanti hanno richiesto, prima per entrare nella moneta unica e poi per restarci. Una conversione lira Euro 1936,27 che ha dato una “mazzata” al potere d’acquisto di ognuno di noi,  quindi  un ulteriore 21,6% di inflazione registrato nel decennio scorso e, per finire i sacrifici imposti dalle manovre Berlusconi-Monti del 2011 che hanno ulteriormente ridotto il potere d’acquisto delle famiglie italiane e abbassato la soglia di sicurezza della economia reale aprendo, di fatto, le porte  a due anni di recessione (2012 e 2013). Se dovesse accadere di tornare alla “Lira”, le stime di alcuni analisti, il potere di acquisto si ridurrebbe di un ulteriore 30% circa per effetto della svalutazione della divisa sovrana rispetto all’euro.

Ma di questo ne parleremo la settimana prossima. Intanto vediamo cosa accade sul fronte borsistico e sul tavolo negoziale che vede coinvolta la Grecia con gli Istituti di credito. Intanto i greci stanno già soffrendo!

Parma, 20 gennaio 2012

Lamberto Colla

 

 

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