Ghigi: il ritorno della pasta romagnola

Dapprima era solo una idea di pochi e una speranza dei dipendenti in mobilità, oggi è una realtà. il Pastificio “Ghigi”, marchio storico per la pasta italiana e molto apprezzato negli Stati Uniti, dalle ceneri del fallimento, risorge per volontà del Consorzio Agrario di Forli Cesena e del suo Presidente Filippo Tramonti in primis e poi per il seguito di altri Consorzi Agrari. Con un investimento complessivo che ammonta a 23 milioni ma che raggiungerà entro l’estate i 27 milioni per concludersi e alla fine potrà sfiorare i 40 milioni di euro con l’investimento del molino per le semole.

In tempi di crisi, con gli investimenti industriali per lo più bloccati alle sole manutenzioni, l’investimento degli agricoltori romagnoli sono solo è coraggioso ma deve essere preso ad  esempio positivo per tutti gli industriali.

Come ha infatti sottolineato Filippo Tremonti, Presidente del Consorzio Agrario e del Pastificio, al giornalista del Corriere Cesenate lo scorso 12 gennaio, “Si tratta di un grande investimento che ha come scopo principale quello di valorizzare il grano degli agricoltori, senza intermediari che creano inutili passaggi a danno della redditività di chi lavora la terra. Il pastificio sfrutterà il grano dei nostri soci conferitori, i quali, grazie agli accordi degli ultimi anni, vanno dalla Romagna fino alle Marche, cioè le province di PesaroUrbino, Macerata, Ascoli e Fermo”.

Gli Impianti, tecnologicamente avanzati e di ultima generazione, collocati nel nuovo sito di San Clemente, ai piedi delle colline riminesi, hanno una capacità produttiva di 3.000 Kg./ora di pasta per una capacità produttiva apieno regime di oltre 500.000 quintali annui. Fusilli, Rigatoni, spaghetti, in una gamma completa di pasta corta e lunga, saranno prodotti esclusivamente da Frumento Italiano. Un giacimento di Frumento Duro suddiviso tra i Consorzi Agrari di Forli, Reggio Emilia, Ravenna, Bologna e della Maremma che garantiscono la totale copertura della capacità produttiva dello stabilimento.

Ad oggi lo stabilimento già lavora con  2 linee su tre turni per 20 giorni (presto sarà pronta la terza linea per la pasta lunga)  ma è predisosto per contenere ben 6 linee complete. La produzione è ben supportata da  una ofisticata logistica interna che favorisce la massimazzione dell’efficienza globale dell’impianto, consentendo alla “Pasta Ghigi” di potersi affacciare, senza timori, anche ai mercati  più  competitivi.

“Ora abbiamo tutto, ci manca solo di vendere – conclude Tramonti nell’intervista di Cristiano Riciputi – e ci rivolgiamo soprattutto all’estero. Abbiamo un accordo di collaborazione con una società americana e poi guardiamo a tutta Europa. Abbiamo accordi anche con diverse catene della Gdo italiane, mentre con altre abbiamo trovato i portoni chiusi. Ma l’alta qualità del nostro prodotto, di fronte a un prezzo più basso rispetto ai leader di mercato, ci fa ben sperare”.

di Virgilio

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