Energia: parmensi contro le biomase a difesa della ‘Food Valley’

Parma, 20 feb. (Adnkronos) – Contro le centrali a biomasse di grossa taglia, come quelle che si vogliono installare a Trecasali, San Secondo e a Paradigna, perche’ bruciare cippato di legna, sorgo erbaceo o scarti di macellazioni animali e’ gravemente inquinante; e contro le piccole centrali a cippato, inquinanti e antieconomiche. E’ la posizione della Rete Ambiente Parma, che raccoglie comitati e associazioni del territorio, contraria a tutte le centrali a biomasse che inceneriscono, a tutela della salute e dei prodotti dell’agroalimentare che hanno reso la provincia di Parma, la cosiddetta “Food Valley”, famosa in tutto il mondo.

Per Giuliano Serioli della Rete, e’ “grave che ci sia la possibilita’ che il digestato, sia che esso sia derivato da insilato di mais, col pericolo che contenga clostridi, o derivato da deiezioni animali ad elevato contenuto di ammoniaca, sia soggetto a spandimento in quantita’ industriali nei campi, con effetti pregiudizievoli per i coltivi e la Dop del Parmigiano Reggiano”.

Secondo quanto denuncia la Rete, il foraggio nelle zone agricole dove si trovano le centrali a biogas, attraverso lo spandimento sul terreno del digestato prodotto, subisce la contaminazione delle spore di clostridi, batteri anaerobici che generano spore presenti e persistenti sul terreno, dannosi per gli animali.

ADNKRONOS

 

 

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