Editoriale: In Bocca al lupo, Grecia. E se la Germania pagasse i debiti di guerra…70 miliardi sarbbe un buon esempio di moralità.

Atene e Roma, capitali accomunate da un destino comune; culla della civiltà mondiale e, per il resto è attualità. I greci che invocano di non essere più aiutati dall’Europa e gli italiani che si barcamenano per non fare la stessa fine degli ellenici.

Alla Grecia, al di là di ogni aspettativa, è arrivato l’ultimo aiutino internazionale. Altri 130 miliardi per tentare di salvare dalla bancarotta il paese di Olimpo.

Aiuto che, ancora una volta, ha visto le posizioni tedesce e francesi in contrapposizione con il resto degi partner e degli Stati Uniti stessi. Quegli Stati Uniti che, nel 1945, si opposero alle pretese di risarcimento di Europa e Russia, ricordando che,  la grande depressione economoca degli anni ’20 fin germania, fu dovuta ai risarcimenti della prima guerra mondiale e “humus” ideale per l’ascesa del nazismo. Tra gli stati che accettarono quel doloroso passaggio c’era la Grecia il cui conto montava a 5 miliardi di euro al valore 1945 e oggi a 70 miliardi. Dal 6 aprile 1941, i nazisti, oltre a saccheggiamenti e rastrellamenti e stragi, imposero ai greci un prestito “infruttifero” di 476 milioni di marchi.

Ed oggi, i tedeschi, non si sentono nemmeno in debito morale verso questo piccolo paese europeo, non intervenendo e comunque opponendosi su tutto, ben spalleggiati dai francesi. E’ come se,la storia non avesse insegnato nulla e le motivazioni della conferenza di Londra del 26 febbraio 1953  non avessero fondamento. Preoccupati di creare dei precednti, la Germania, non accetta di riconoscere (attenzione: riconoscere, non pagare) il debito del 1945 come viene confermato dal periodico “Die Zeit” che scrive “anche un parziale riconoscimento di tale debito creerebbe un precedente che potrebbe risvegliare ulteriori rivendicazioni”.

Questa e’ l’Europa che avremmo immaginato?

 

di Lamberto Colla

Parma, 26 febbraio 2012

 

 

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